Economia
l'intervista

La seconda giovinezza del Banco Desio: il nuovo Ad è Alessandro Decio

"Ci stiamo evolvendo senza modificare il nostro Dna".

La seconda giovinezza del Banco Desio: il nuovo Ad è Alessandro Decio
Economia 03 Novembre 2021 ore 08:11

Ha da poco festeggiato i suoi primi 110 anni di attività. E’ una delle poche banche italiane ad avere chiuso i bilanci sempre in utile. Ha messo a punto un ambizioso Piano industriale. E se sul mercato si presenterà qualche occasione interessante è pronta a coglierla per continuare a crescere. Banco Desio sta attraversando una seconda giovinezza da quando, nell’aprile 2020, si è insediato il nuovo Amministratore Delegato e Direttore generale Alessandro Decio, 55 anni, un top manager che vanta un curriculum di tutto rispetto: Ad e Dg di Sace, Ceo di ING Italia, Cro di Unicredit dove ha svolto anche importanti esperienze internazionali.

Banco Desio, Decio è il nuovo Ad

Subito dopo il suo arrivo ha messo a punto il nuovo e ambizioso Piano industriale 2021-2023 - che il CdA ha approvato a dicembre 2020 – con l’obiettivo di ottimizzare i costi, rivisitare l’offerta prodotti, sostenere le imprese, mettere a punto un nuovo modello di servizio, segmentare delle aree territoriali e puntare a migliori standard europei di sostenibilità, meglio noti con l’acronimo ESG.

A che punto siamo di questo cammino?

"Banco Desio si sta evolvendo senza cambiare le proprie radici perché vuole mantenere intatto il suo Dna, dare valore e nuovi contenuti alla banca del territorio che conosce bene i propri clienti e che con loro vuole avere un rapporto di medio e lungo periodo; una banca prudente e attenta alla qualità dei servizi che offre e molto concentrata sulla soddisfazione di imprese e famiglie. Il mondo del credito, soprattutto negli ultimi dieci anni, è profondamente cambiato e anche noi dobbiamo migliorare tanti aspetti nel supporto tecnologico, nella specializzazione, nella comunicazione e nella capacità di soddisfare sempre meglio le esigenze del cliente. Dobbiamo migliorare la redditività dell’azienda, evolvere nella gestione del risparmio, sfruttare meglio le nuove tecnologie e offrire servizi sempre più specializzati per generare nuovi ricavi. Ma tutto ciò partendo dal nostro Dna, dai nostri punti di forza: la forte e radicata presenza territoriale, il rapporto con la clientela e la qualità delle nostre persone. Oggi c’è sempre più una grande attenzione ai temi ESG e di sostenibilità che peraltro sono molto nelle corde della nostra Banca, dei nostri azionisti, sempre straordinariamente attenti ai temi del sociale dell’ambiente e del territorio".

L’istituto oggi occupa 2.150 dipendenti che lavorano in 234 sportelli. Nel Piano industriale, d’intesa con le organizzazioni sindacali, è prevista pure l’uscita volontaria di 100 collaboratori e la riqualificazione del personale con un investimento complessivo di 13 milioni. A che punto siamo?

"L’intesa sta facendo il suo corso. La prima finestra dello scorso luglio è stata completata, lo stesso avverrà nella seconda finestra del luglio 2022 e i numeri sono confermati. Nel frattempo stiamo assumendo giovani talenti per gestire il turnover, facilitare il ricambio generazionale e affrontare le nuove sfide".

I primi risultati del Piano industriale si stanno già vedendo. Se l’esercizio 2020 si era chiuso con un utile netto consolidato di 23,7 milioni, impieghi per 10,5 miliardi, una raccolta diretta di 11,8 miliardi, raccolta indiretta di 16,5 miliardi e un Cet1 pari al 14,66%, la semestrale del 2021 ha evidenziato un utile netto consolidato balzato a 36,8 milioni, impieghi per 10,9 miliardi, raccolta diretta in crescita a 12,1 miliardi, raccolta indiretta salita a quota 17,4 miliardi e un Tier 1 al 15,52% più del doppio della media nazionale. Numeri che testimoniano l’ottimo stato di salute della banca…

"Questa performance è il risultato di tre fattori. Il primo è quello dell’impegno e della qualità delle nostre persone e di un modello tradizionale, ancorato alla prudente gestione del rischio e alla profonda conoscenza del cliente. Il secondo è rappresentato dalla fortuna di lavorare in territori con imprese eccellenti e ottimi clienti; la tecnologia per noi è importante e lo sarà sempre di più ma nulla può sostituire la conoscenza di imprese e famiglie che abbiamo di questi territori da 110 anni. Il terzo infine è legato all’evoluzione tecnologica che la banca ha avviato per essere maggiormente focalizzata su processi più snelli, tecnologie che ci permettono di soddisfare prima e meglio le esigenze della nostra clientela, offrire servizi sempre più specializzati a imprese e famiglie. Il combinato di relazione, fiducia, competenza e qualità delle nostre persone, maggiore supporto tecnologico e specializzazione ci rendono ottimisti anche per le performance future".

Banco Desio è reduce dall’assemblea straordinaria per la conversione delle azioni risparmio in ordinarie. Come è stata accolta questa decisione?

"Le azioni di risparmio erano uno strumento in voga nel passato, ma ora è un po’ superato e anche noi ci siamo allineati a questo trend di mercato che tra l’altro risponde alle nuove normative bancarie europee. E’ un ulteriore passaggio che va nell’ammodernamento della banca e che è stato ben accolto dalla base sociale".

A marzo avete annunciato, insieme alle altre banche, la cessione di Cedacri per un valore complessivo di 1,5 miliardi a Ion, di cui il suo istituto detiene una quota del 10,1% Perché?

"E’ una dismissione che abbiamo chiuso a giugno e i cui benefici patrimoniali sono già stati incorporati nella semestrale 2021. E’ un’operazione che fa parte dell’ammodernamento del sistema bancario: è stata un’esperienza di successo – vista l’importante valorizzazione ottenuta – e che rispondeva a una logica del passato di mettere a fattor comune il sistema informativo. Cedacri ora passa da una gestione consortile a una gestione specializzata grazie a un partner industriale che porterà valore aggiunto per compiere una ulteriore evoluzione in un mercato in continuo cambiamento".

Come la Bce ha sbloccato la pratica dei dividendi, Banco Desio ha annunciato la volontà di procedere al pagamento del 2019 (0,0357 euro per le azioni ordinarie e 0,0429 per le risparmio) e 2020 (0,0603 per le ordinarie e 0,0724 per le risparmio). Una buona remunerazione visti i tempi...

"Viviamo in un contesto di tassi negativi e vogliamo che il nostro titolo, che presenta un profilo di rischio basso, possa garantire un buon rendimento, ma nel contempo lasciando sempre risorse in banca per supportare la crescita e rafforzare il patrimonio".

Quali sono le prossime sfide?

"Quella di realizzare compiutamente il Piano Industriale e gestire con successo questa importante fase di evoluzione mantenendo e valorizzando i nostri tratti distintivi ma aggiungendo qualcosa di nuovo. La semestrale ha dimostrato che il Banco sta affrontando questo percorso con ottimi risultati confermando la straordinaria capacità di essere vicini ai clienti grazie alla grande competenza dei nostri collaboratori. L’obiettivo è quello di crescere, magari anche per linee esterne".

Sta dicendo che se sul mercato si dovesse presentare qualche occasione, la possibilità di acquisire una piccola banca non vi tirerete indietro?

"Certo. L’acquisizione può avvenire anche attraverso acquisizioni di piccole realtà bancarie o l’acquisto di sportelli che potrebbero essere dismessi dalle fusioni in atto. Ma vogliamo pure valorizzare Fides, la nostra società specializzata nei prestiti personali e nella cessione del quinto dello stipendio, che detiene il 5% del mercato nazionale; ha ottime performance e ci piacerebbe farla crescere ulteriormente".

Dal suo osservatorio privilegiato, come sta andando l’economia brianzola e lombarda in questa ripresa post Covid?

"Le indicazioni sono tutte positive. La Brianza, la Lombardia ma anche il BelPaese – il cui Pil per il 2021 è atteso al 6% mentre l’export sta crescendo dell’11% - stanno riprendendo molto bene. Ogni giorno incontriamo i nostri imprenditori e raccogliamo un prudente e pragmatico ottimismo; hanno avuto solo un attimo di smarrimento durante il lockdown, ma nessuno ha gettato la spugna o si è abbandonato allo sconforto, tutti si sono rimboccati le maniche per superare le difficoltà per dimostrare la loro capacità di risolvere situazioni molto complicate. E oggi possiamo guardare al futuro con fiducia".

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