IL BANDO

Assistenti civici per rispettare il distanziamento sociale, il sindacato di Polizia: "Una buffonata"

Fra pochi giorni al via il bando per 60.000 “assistenti civici”: volontari coordinati dalla Protezione Civile che aiuteranno le autorità locali a gestire la Fase 2 dell’emergenza sanitaria.

Assistenti civici per rispettare il distanziamento sociale, il sindacato di Polizia: "Una buffonata"
25 Maggio 2020 ore 13:37

Indosseranno una casacca blu e dovranno lavorare con gentilezza: ma se dovessero ritenere che le norme di distanziamento sociale e relative alla sicurezza pubblica non siano rispettate chiameranno la polizia municipale. Non sono degli spioni: bensì gli assistenti civici ed il loro ruolo – stando alle intenzioni manifestate dal Governo – risulterà del tutto ufficializzato.

Arrivano gli assistenti civici

Ad annunciare l’arrivo del nuovo bando della protezione civile sono stati il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, e il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, sindaco di Bari. Fra pochi giorni, dunque, al via il bando 60.000 “assistenti civici”, volontari coordinati dalla Protezione Civile che aiuteranno le autorità locali a gestire la Fase 2 dell’emergenza sanitaria.

Chi sono?

Parliamo di inoccupati, cassintegrati o percettori del reddito di emergenza o di cittadinanza che potranno partecipare al reclutamento di 60mila volontari, a cui i sindaci potranno assegnare il patentino di “assistenti civici”.

Cosa faranno?

Sgombriamo il campo dagli equivoci: gli assistenti civici non avranno la possibilità di redigere multe o richiami, dovranno piuttosto limitarsi a fornire corrette informazioni sui comportamenti virtuosi da tenere alla popolazione, ma anche segnalare alle autorità situazioni di rischio. Verranno impiegati in strade, piazze e parchi per ricordare alle persone l’uso delle mascherine, il mantenimento delle distanze di sicurezza e il divieto di assembramenti. Si è inoltre ipotizzato un loro impiego anche per altre attività di aiuto alle fasce più deboli della popolazione, al momento non ancora specificate.

La dura presa di posizione del sindacato di Polizia

“Troviamo questa iniziativa di ‘arruolare’ un esercito di assistenti civici un’iniziativa assolutamente pericolosa e incauta, nonché molto poco seria sul piano tecnico operativo. La definiamo senza timore una buffonata sul piano della sicurezza, che creerà rischi e che graverà, intralciandolo spesso, sul lavoro delle forze dell’ordine. La sicurezza è una cosa seria, e quando si azzardano provvedimenti in questa materia è indispensabile il confronto con i professionisti che fanno questo per lavoro”.

E’ quanto afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, sulla scelta di utilizzare 60.000 volontari, cosiddetti assistenti civici, nei Comuni perché vigilino sul rispetto delle norme del distanziamento sociale nella fase 2 dell’emergenza coronavirus.

“Si tratta di persone totalmente sprovviste di qualsivoglia conoscenza in tema di controllo sul rispetto di norme – aggiunge Mazzetti –, che oltre tutto non hanno idea di come e quando intervenire su questioni così delicate in tema di sicurezza e non sanno come operare in pubblico. Già prevediamo liti, risse e Dio solo sa quali scontri fra controllori e controllati, per non parlare del fatto che si scateneranno centinaia di migliaia di chiamate alle Forze dell’ordine per i più disparati motivi. E’ totalmente ridicolo. La vigilanza sociale si applica solo sui propri familiari, congiunti e amici con cui si può interagire per raccomandare il rispetto delle regole. Gli interventi pubblici sono e restano di chi è preposto a svolgere questo lavoro, come già fanno egregiamente migliaia di donne e uomini in divisa. Se poi il Governo ritiene che gli operatori della sicurezza non siano abbastanza, allora ne assuma molti di più, come già sarebbe stato necessario fare anche prima dell’emergenza, come chiediamo da sempre, e come ora è indispensabile più che mai”.

 

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