ALLARME EPIDEMIA

Coronavirus: in Lombardia siamo a 27 casi, morta una donna a Lodi. Il primo paziente era deceduto in Veneto

250 persone venute a contatto con i contagiati sottoposte a tampone. L'appello di Gallera: "Non intasate il Pronto Soccorso, c'è un protocollo".

Coronavirus: in Lombardia siamo a 27 casi, morta una donna a Lodi. Il primo paziente era deceduto in Veneto
22 Febbraio 2020 ore 10:00

AGGIORNAMENTO sabato 22 febbraio 2020, ore 10.33. In Veneto è morto uno dei due pazienti ricoverati nel Padovano, il primo in Italia, ma c’è anche un nuovo caso vicino a Venezia. In Lombardia ai 16 casi identificati ieri, se ne sono aggiunti altri 11: la conta ora è salita a 27. I nuovi casi sembrerebbero tutti del Lodigiano, almeno un contagiato però è stato individuato nella provincia di Cremona. Ma c’è anche la prima vittima lombarda: si tratta di una donna del Lodigiano, presumibilmente collegata ai casi con epicentro a Codogno.

AGGIORNAMENTO venerdì 21 febbraio, 18.30: Sale ancora il numero dei contagiati dal Coronavirus in Lombardia.  Sono arrivati a 14. Due persone positive anche in Veneto. Oltre al 38enne ricoverato ieri, alla moglie incinta e all’amico, ci sarebbero altre 6 persone contagiate nel Lodigiano. E 10 paesi vengono isolati con la richiesta ai cittadini di rimanere a casa.

Regione Lombardia ha disposto l’isolamento in 9 paesi del Lodigiano. Ecco quali sono:

  1. Codogno 
  2. Casalpusterlengo 
  3. Maleo 
  4. Fombio
  5. Somaglia 
  6. Castiglione d’Adda 
  7. Bertonico
  8. Castelgerundo  
  9. Terranova dei Passerini
  10. San Fiorano

A Codogno sono stati chiusi locali e bar. A Casalpusterlengo chiuse scuole e nidi fino a martedì, mentre Castiglione d’Adda ha disposto la chiusura delle scuole fino al 25 febbraio.

L’aggiornamento di Regione Lombardia

 Sale a 14 il numero delle persone contagiate da Coronavirus in Lombardia. Lo ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, nel corso della conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il presidente Attilio Fontana, il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il Capo Dipartimento della protezione civile nazionale, Angelo Borrelli.

“Abbiamo individuato altre 8 positivita’ – ha spiegato Gallera – fra cui 5 operatori sanitari dell’Ospedale di Codogno e 3 pazienti. Abbiamo gia’ effettuato tamponi su 120 dipendenti che lavoravano presso l’area ricerca e sviluppo dell’azienda del primo contagiato, e iniziato i tamponi anche agli operatori sanitari e tutti le persone che hanno avuto contatti diretti.

I primi 6 contagiati dunque sono il 38enne (‘paziente 1′), sua moglie e il ragazzo che fa parte dello stesso gruppo podistico. Le altre 3 persone, tutte di eta’ piu’ avanzata, frequentavano lo stesso bar anche dal padre del podista.

Il presidente Fontana e il ministro Speranza hanno firmato un’ordinanza con misure molto precise che riguardano l’area in cui abitano e si spostano le persone che sono state individuate come positive. I comuni sono: Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Maleo, Fombio, Bertonico, Castelgerundo, Terranova dei Passerini, Somaglia e San Fiorano.

L’assessore Gallera ha quindi ringraziato il sistema sanitario per il lavoro svolto ininterrottamente dalla serata di ieri che
e’ riuscito ad individuare collegamenti e legami.

“Il Tavolo di coordinamento regionale e’ sempre aperto – ha sottolineato il presidente Fontana – siamo pronti a reagire a qualunque evenienza. Abbiamo assunto provvedimenti che non devono essere intesi come qualcosa che possa spaventare ma come qualcosa che puo’ bloccare l’epidemia”.

Regione Lombardia si trova a fronteggiare 12 casi da coronavirus “non importati“, i contagi sarebbero infatti avvenuti sul territorio. Un 38enne lodigiano, risultato positivo ai test, è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Codogno. Colpiti dal virus anche sua moglie – incinta all’ottavo mese – e un amico: le condizioni di questi ultimi sono fortunamente meno gravi. Si sta cercando di capire se vi siano collegamenti con gli altri tre pazienti, anch’essi ricoverati a Codogno e risultati affetti da coronavirus. Gli abitanti di tre comuni del Lodigiano sono stati invitati a limitare le proprie uscite, a scopo precauzionaleChi ha trasmesso il virus? Questa domanda, al momento, non è di facile risoluzione.

Si cerca il paziente zero

L’attenzione degli esperti è focalizzata sull’individuazioni del cosiddetto paziente zero, ovvero il responsabile dei contagi. Al momento ci si concentra su un uomo, isolato all’ospedale Sacco di Milano, tornato da un viaggio di lavoro in Cina a fine gennaio, con il quale il 38enne lodigiano che ha contratto il virus avrebbe cenato e avuto contatti. Il “problema” è che il manager sospettato di essere il paziente zero non soltanto non ha mai avuto sintomi – esclusa una lieve febbre durata soltanto un giorno – ma è risultato negativo alle analisi. Secondo il principio della massima precauzione, però, sono in corso ulteriori ricerche per capire se può essere risultato infetto nei giorni passati”.

Perché il 38enne sta così male rispetto agli altri casi?

Come per una generica influenza, anche le persone contagiate da coronavirus che vanno incontro a conseguenze gravi o letali sono spesso soggetti già considerati fragili. Può trattarsi di anziani o di pazienti con un quadro clinico già compromesso. Ma i medici italiani hanno più volte spiegato che non è possibile al momento stabilire regole certe, perché non hanno ancora avuto modo di trattare il virus direttamente e di conoscerne il grado di aggressività. Perciò ci si limita esclusivamente a constatare che alcuni possono essere contagiati e risultare addirittura asintomatici (come conferma anche uno studio del Lancet) mentre su altri organismi – non necessariamente anziani o compromessi – si può invece manifestare una sintomatologia più violenta. 

Assessore Gallera: “Si brancola nel buio”

L’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, nell’ambito della speciale conferenza tenutasi oggi in Regione, ha spiegato:

“Non abbiamo certezza su chi abbia diffuso il virus, potrebbe non essere da caso zero ma potrebbe anche essere che è guarito. La mancanza di certezza rispetto al caso indice è la difficoltà maggiore che stiamo affrontando. Si brancola un pochino nel buio”.

Tamponi su 250 persone

Gallera ha inoltre confermato che sono 250 persone sulle quali verranno eseguiti i tamponi per verificare eventuali contagi da coronavirus.

“Chi ha avuto un contatto diretto con il 38enne deve subito chiamare l’Ats per fare il tampone. Solo chi ha avuto un contatto stretto con l’uomo negli ultimi quindici giorni senta l’ospedale di Codogno o di Lodi per gli accertamenti. Chi abita nel territorio di Codogno stia tranquillo: stiamo agendo in maniera capillare e tempestiva. Sono quasi circa 250 le persone che stiamo ‘screenando’ da ieri sera alle dieci”.

Contagiati due anziani anche nel Padovano

Primi due casi accertati di Coronavirus in Veneto, nel Padovano. Si tratta di due anziani, risultati positivi al test effettuato in queste ore a Padova. I due contagiati sono stati ricoverati nel reparto Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera patavina. I tamponi sono ora stati inviati per riscontri all’Istituto Spallanzani di Roma: si attende la conferma dei test, ma l’allerta è massima. I due anziani contagiati dal virus e ricoverati a Padova abitano entrambi sui Colli euganei,a Vo’ Euganeo. Sembra che entrambi fossero abituali avventori dello stesso bar.

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