Emergenza Covid-19

Finanziamenti straordinari: cosa cambia per grandi imprese e per le pmi

Agevolazioni anche per partite Iva, esercenti, attività di impresa, arti o professioni e le microimprese.

Finanziamenti straordinari: cosa cambia per grandi imprese e per le pmi
12 Aprile 2020 ore 12:15

Quattrocento miliardi di euro per rispondere alla crisi causata dal coronavirus. Sono quelli che il Governo ha stanziato nei giorni scorsi con il Decreto liquidità imprese per scongiurare il collasso della nostra economia, soprattutto di quelle piccole e medie imprese che sono la spina dorsale della nostra imprenditoria. Tra le altre novità rilevanti c’è anche la proroga di tasse e contributi con lo stop di quelli previsti ad aprile e maggio, la sospensione dei processi fino all’11 maggio e la conferma del cosiddetto “Golden Power”nei settori strategici, per garantire il potere del Governo contro possibili acquisizioni straniere di Pmi e imprese.

Premesso che la parte attuativa del Decreto è in continua evoluzione e ogni giorno arrivano indicazioni più precise, è però doveroso parlarne, quantomeno nelle sue linee guida.

Impulso ai prestiti

Argomento centrale del nuovo decreto è l’impulso ai prestiti per gli imprenditori, anche piccoli e medi.

I 400 miliardi destinati alle imprese saranno suddivisi in 200 miliardi per il mercato interno e 200 per potenziare l’export. I finanziamenti avranno una durata fino a 6 anni con garanzie diverse:

  • per le grandi imprese la copertura sarà tra il 70 e il 90% con intervento di Sace.
  • Invece, per le sole Pmi con ricavi fino a 3,2 milioni di euro, garanzia totale a copertura di nuovi finanziamenti e per prestiti fino al minor importo tra il 25% del fatturato e 800mila euro, con tassi di interesse che dovrebbero collocarsi tra 0,2 e 0,5%.
  • Garanzia totale anche per prestiti concessi a Pmi con fatturato fino a 800mila euro e fino al 15% del fatturato, ma in questo caso serve la valutazione del Fondo sul merito di credito.

Per quel che riguarda le partite Iva, esercenti, attività di impresa, arti o professioni e le microimprese sono previsti tempi più rapidi e una procedura automatica che permetterà di avere fino a 25mila euro; comunque non oltre il 25% del fatturato del beneficiario dell’ultimo bilancio (con restituzione fino a 6 anni e inizio del rimborso non prima di 18-24 mesi).

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Stop ai versamenti

Vengono sospesi i versamenti per i mesi di aprile e maggio in base al volume di ricavi o compensi. Il blocco riguarda il pagamento di tasse e contributi di partite Iva e autonomi con ricavi o compensi fino a 50 milioni che hanno registrato un calo del fatturato del 33% e per i contribuenti con ricavi o compensi superiori a 50 milioni che hanno registrato una perdita di fatturato del 50% nei mesi di marzo e di aprile. I versamenti bloccati dovranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020 in unica soluzione o in cinque rate di pari importo sempre a partire da giugno.

Per gli autonomi con ricavi o compensi fino a 400mila euro nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 stop alle ritenute d’acconto operate dai sostituti d’imposta sui redditi di lavoro autonomo e quelle sulle provvigioni per rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento d’affari. Questo a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato.

Altre misure

Tra le altre decisioni prese ci sono: la sospensione dei processi fino all’11 maggio (riguarda tutti i procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari e quelli davanti alle commissioni tributarie, alla Corte dei conti e alla magistratura militare, con l’unica eccezione dei processi penali in scadenza prima dell’11 maggio); l’estensione degli sgravi per le spese di sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro, includendo, tra l’altro, quelle relative all’acquisto di dispositivi di protezione individuale (quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari); e il rafforzamento del cosiddetto golden power, cioè i “poteri speciali”a difesa delle nostre aziende, per evitare che, con il calo dei titoli borsistici, le imprese italiane di settori strategici possano essere acquistate all’estero a prezzi di saldo.

Sulla carta, molte di queste decisioni sembrano positive. Però ci sono delle criticità: alcune norme dipendono dall’Europa; i tempi per avere i soldi dalle banche si allungano, mentre i tempi per la restituzione dei finanziamenti, 6 anni, sono brevi; e, soprattutto, le norme appaiono piuttosto complesse e la burocrazia, come spesso avviene, potrebbe avere la meglio…

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