Una sala polifunzionale in “dono” alla comunità grazie alla “Società cooperativa di consumo Oltrona di San Mamette”.
Il dono della coop
E’ stato un lavoro non semplice, lungo e silenzioso, ancora in parte da finalizzare. Ed è risaputo che in un cantiere i lavori non sono mai finiti, ma quanto realizzato dal 2009 al 2025, con la creazione di una sala polifunzionale (con annessa cucina a norma) a disposizione dei soci, delle associazioni e della popolazione, è un traguardo degno di nota. Un impegno durato più di 15 anni e con uno sforzo economico di 300.000 euro che il Consiglio di amministrazione ha, di fatto, investito per il paese di Oltrona di San Mamette, il tutto nel più stretto riserbo e nel più umile silenzio.
“Luogo dove socializzare, discutere e parlare “
“Bilanci tirati, timore di non farcela sono ormai un lontano passato – chiarisce il presidente Romano Luraschi – Ora, la richiesta è quella di spendere bene le risorse economiche con benefica ricaduta sui soci e sul paese. Uscire da un’esclusiva logica immobiliare e riprendere la originale e vera natura della cooperativa sociale è stata una scelta naturale ma possibile solo ora che le difficoltà sono alle spalle”.
La disponibilità di una sala a disposizione della cittadinanza di Oltrona per socializzare, discutere e parlare delle cose, dei fatti e della storia del paese, infatti, si sta concretizzando in una serie di iniziative che caratterizzeranno la fine di quest’anno e la primavera-estate del 2026.
Il primo appuntamento
Ecco quindi il primo appuntamento per venerdì 28 novembre. “Una serata pensata per conoscere o ripassare la storia del santo che dà il nome al paese a più di 50 anni dall’unica pubblicazione disponibile. Da allora, tuttavia, sono sopraggiunti e diventati disponibili nuovi scritti, nuovi studi, nuovi spunti divulgativi sulla sua figura”. L’avvento del web e dei moderni mezzi di comunicazione di massa ha facilitato il reperimento delle informazioni e il confronto delle notizie sul santo. Alcune collimano, altre differiscono, seppur di poco; altre ancora, senza tema di smentita, possono essere annoverate come pure leggende. L’iniziativa in questione aprirà così le porte a un nuovo roseo futuro per il salone, collocato sopra il bar. “Abbiamo scelto di non chiedere niente per l’affitto – conclude il presidente – Sarà solo presente un nostro socio per assicurarsi che venga utilizzato nel modo opportuno. Auspichiamo che possa diventare un risorsa importante per la nostra comunità”.