Il protagonista

Regista canturino su Prime

Ivan Brusa, 42 anni, è anche un attore

Regista canturino su Prime

Approda sulla piattaforma di streaming Prime per la seconda volta, con il sequel di un lungometraggio di successo di cui è regista e attore co-protagonista. Ivan Brusa, nato a Cantù 42 anni fa, è un operatore del mondo cinematografico con una lunga esperienza dapprima davanti alla cinepresa, come attore, e da qualche tempo anche dietro, in qualità di regista.

Il secondo lungometraggio

La sua ultima fatica si chiama «Vi possiamo salvare 2 – Kill The System» ed è la continuazione del film omonimo realizzato nel 2024, anch’esso ospitato su Prime video. Ambientato in un futuro prossimo, nel 2028, racconta la storia di una coppia, Julian ed Arianna – interpretata dall’attrice veneziana Emma Padoan – rinchiusi in una struttutura psichiatrica perché accusati di essere delle spie che lavorano per il governo. Nella parte due, disponibile sulla piattaforma già dal 27 ottobre, ritroviamo i fidanzati quattro anni dopo, nel 2032, che scappano in una Nazione fittizia in cui prende il via un’inquietante distopia con una presidentessa che emana nuove leggi attraverso i social network. I due, insieme al primo hacker della Nazione – l’attore di Giussano Davide Colavini – saranno impegnati in una missione contro il governo.

Una metafora del mondo contemporaneo

Spiega Brusa:

«Questo film è una metafora del mondo contemporaneo e una critica grottesca di quanto testimoniamo ogni giorno: dalla pervasività di internet, alla cattiva gestione dello spazio pubblico fino agli abusi di potere. Lo stile è quello che caratterizza il mio lavoro: un thriller d’azione in cui non manca un tocco di ironia».

Già durante le riprese del primo film il regista canturino sapeva di voler continuare la storia appena cominciata:

«Stavamo ancora girando e mi sono reso conto in quel momento di voler proseguire la vicenda dei due personaggi e vedere come andava a finire».

Scene girate sul territorio

L’aspetto interessante del lavoro di Brusa è che le scene dei due film sono state girate interamente sul territorio, tra Lomazzo, Bregnano e Fino Mornasco, per citare alcuni centri:

«Abbiamo un sacco di posti bellissimi e non utilizzati. Con i miei film cerco di valorizzare non solo questi luoghi, ma anche le persone che li vivono, contattando attori delle nostre zone».

La creazione del collettivo

Il percorso dell’artista canturino inoltre è caratterizzato dalla volontà di autoprodurre i propri lavori facendo rete e valorizzando la creatività dei singoli. Con il collega Nicolò Tagliabue ha fondato nel 2015 il collettivo «Toro! Cinematografica», un movimento per fare del cinema diverso. Conclude:

«Il nostro obiettivo è uscire dalle logiche della produzione cinematografica mainstream che promuove drammi e commedie che non appartengono al nostro sentire culturale. Non ci avvaliamo di finanziamenti né di aiuti esterni, se non la cooperazione tra artisti del settore animati dallo stesso obiettivo, entusiasmo e voglia di creare qualcosa di nuovo e individuale: ognuno mette del suo. Da soli, in questa industria e in questa epoca, non si va molto lontano».