La poesia del presente

Col Gruppo Letterario Acarya l’incontro “S’i’ fosse foco”

Appuntamento venerdì 16 gennaio, alle 21, in via Grandi a Como.

Col Gruppo Letterario Acarya l’incontro “S’i’ fosse foco”

Dal sonetto di Cecco Angiolieri prende il nome la serata “S’i’ fosse foco” organizzata dal Gruppo Letterario Acarya per accendere la poesia del presente.

“S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo”

C’è un verso che attraversa i secoli senza perdere forza, anzi: sembra riaccendersi ogni volta che il presente diventa troppo stretto. “S’i’ fosse foco, arderei ’l mondo”, scriveva Cecco Angiolieri, dando forma, nel Trecento, a una rabbia ironica, dissacrante, e profondamente umana. Un fuoco verbale che non distrugge per capriccio, ma per insofferenza verso l’ipocrisia, il potere, l’ingiustizia, la noia del già detto. Da questo celebre sonetto prende spunto la nuova serata del Gruppo Letterario Acarya, che sceglie di intitolare l’incontro “S’i’ fosse foco” non come esercizio di citazione, ma come dichiarazione di metodo. Il fuoco, qui, non è quello della distruzione letterale, bensì quello della parola che brucia, illumina, mette a nudo. Una fiamma che attraversa epoche, linguaggi e sensibilità, per interrogare il nostro presente.

Poesie fortemente attualizzate

La serata propone una selezione di poesie fortemente attualizzate, capaci di dialogare con il testo di Angiolieri senza imitarlo né celebrarlo in modo scolastico. Al centro non c’è il Medioevo, ma l’oggi: un mondo attraversato da tensioni sociali, crisi ambientali, conflitti, disuguaglianze, sovraccarico informativo e smarrimento identitario. In questo scenario, il gesto poetico torna a essere atto politico nel senso più profondo del termine: presa di posizione, sguardo critico, resistenza linguistica. Il “fuoco” evocato diventa così metafora plurale. È indignazione, ma anche desiderio di trasformazione; è ironia corrosiva e, insieme, bisogno di verità; è rabbia che si fa ritmo, immagine, voce. Le poesie in programma non cercano lo scandalo fine a sé stesso, ma praticano una combustione lenta e consapevole: bruciano i luoghi comuni, le parole logore, le narrazioni anestetizzanti, lasciando spazio a nuove possibilità di senso.

Fedele alla propria vocazione, il Gruppo Letterario Acarya costruisce l’incontro come uno spazio aperto e condiviso, in cui la poesia non è monumento ma gesto vivo. La lettura diventa occasione di ascolto reciproco, confronto, attraversamento emotivo e intellettuale. Il pubblico non è spettatore passivo, ma parte di una comunità temporanea riunita attorno alla parola detta, alla sua forza sonora e simbolica. “S’i’ fosse foco” è dunque un invito: a non spegnere il dissenso, a non temere l’intensità, a riconoscere nella poesia uno strumento ancora capace di dire l’indicibile. In un tempo che tende alla semplificazione e alla velocità, Acarya sceglie la complessità, la lentezza dell’ascolto, il rischio dell’espressione autentica. Perché, oggi come allora, non tutto deve bruciare. Ma qualcosa sì: le false certezze, le frasi vuote, le paure che impediscono di pensare e di immaginare. E la poesia, quando è viva, sa ancora essere fuoco.

L’ingresso è libero, il Gruppo Acarya offrirà la possibilità di sottoscrivere la tessera annuale per sostenere le attività del circolo e partecipare alle iniziative future, mantenendo però l’accesso gratuito a tutti gli incontri.