Ad Asso la convocazione della Commissione elettorale finisce al centro della polemica politica. I consiglieri di minoranza non partecipano, il sindaco risponde.
Minoranza critica
A sollevare il caso è il gruppo di minoranza Rinnoviamo Asso La Vallategna guidato dall’ex sindaco Tiziano Aceti, che contesta modalità e tempi di convocazione ritenuti poco compatibili, sebbene effettuati nei tempi previsti dal regolamento comunale, con gli impegni lavorativi dei consiglieri. La vicenda è testimoniata da uno scambio di mail tra il consigliere di minoranza Gianmaria Rossini e il sindaco Mirko Donadini Pina, successivo all’invio della lettera di convocazione, datata venerdì 9 gennaio. La Commissione elettorale era stata fissata per martedì 13 gennaio alle 15.30. La consigliera Monica Orsenigo, titolare dell’incarico in commissione, non ha potuto aderire per impegni di lavoro. E anche Rossini (supplente di Orsenigo) ha comunicato la propria impossibilità a partecipare, avendo impegni professionali già programmati. Da qui la richiesta formale di rinviare la seduta e, più in generale, di adottare una prassi che preveda convocazioni con maggiore anticipo, sia per le commissioni sia per il Consiglio comunale. Rossini ha anche chiesto di valutare orari più compatibili con chi lavora e nel messaggio, il consigliere ha sottolineato come non si tratti di un episodio isolato, richiamando una precedente assenza forzata già verificatasi in occasione della Commissione Bilancio di dicembre.
I timori della minoranza
Il timore espresso dalla minoranza è che, senza un adeguamento organizzativo, si rischi di non poter partecipare con continuità ai lavori istituzionali, indebolendo di fatto il ruolo di rappresentanza e controllo affidato all’opposizione. Una questione che riapre il dibattito sul funzionamento delle commissioni e sulla necessità di garantire condizioni di partecipazione effettiva a tutti i consiglieri, soprattutto in realtà locali dove molti amministratori lavorano fuori Comune. Alla presa di posizione di Rossini è seguita la risposta del sindaco, che pur dichiarandosi consapevole delle difficoltà legate agli impegni lavorativi fuori sede, ha spiegato come non sia sempre possibile programmare con largo anticipo a causa delle scadenze istituzionali. Il primo cittadino ha inoltre ricordato che per il Consiglio comunale e per la Commissione elettorale è obbligatoria la presenza del Segretario comunale, attualmente in regime di reggenza, fattore che rende complessa la definizione di date e orari al di fuori di quelli d’ufficio. Il sindaco ha poi richiamato il rispetto dei termini regolamentari e il diritto dei consiglieri a usufruire dei permessi retribuiti previsti dal Tuel (Testo Unico degli Enti Locali). Nel caso specifico, ha precisato, lo spostamento della seduta non era possibile a causa della scadenza normativa del 15 gennaio per l’aggiornamento dell’albo.
Una nuova comunicazione di Rossini
Alla risposta del sindaco ha fatto seguito una nuova comunicazione di Rossini, rimasta però senza replica. In essa, il consigliere ha avanzato una proposta concreta: per evitare assenze forzate e ridurre i costi a carico del Comune, definire con largo anticipo un calendario condiviso – o quanto meno anticipare qualche proposta di convocazione – tenendo conto sia delle scadenze obbligatorie sia delle disponibilità dei consiglieri. Entrando nel merito dei permessi retribuiti, Rossini ha ricordato come questi comportino un rimborso integrale da parte dell’ente pubblico per retribuzioni e contributi. Proprio per questo, ha sottolineato di non ritenere corretto gravare sulle casse comunali quando una migliore organizzazione preventiva potrebbe evitare tali spese. Nella mail ha inoltre osservato che il Segretario comunale non ha potere decisionale su date e orari di Consigli e Commissioni, invitando quindi a un “venirsi incontro a vicenda” per conciliare esigenze istituzionali, partecipazione e risparmio di risorse pubbliche.
La commissione non ha cambiato data
Nonostante il confronto, la Commissione elettorale si è svolta regolarmente martedì alle 15.30, senza la presenza della minoranza. Un’assenza che non rappresenta un caso isolato, alla luce di quanto già accaduto con la Commissione Bilancio di dicembre.
“Il tema va oltre la singola convocazione. Le commissioni rappresentano uno strumento essenziale di confronto e controllo democratico. Quando la minoranza viene sistematicamente messa nelle condizioni di non partecipare, si crea uno squilibrio istituzionale che merita attenzione. Il rispetto del pluralismo e degli equilibri non è una semplice formalità, ma un indicatore della salute democratica di un’amministrazione. E su questo, sottolinea la minoranza, anche i cittadini di Asso sono chiamati a vigilare”, fanno sapere dalla minoranza.
Così il sindaco:
“Organizzazione migliore non è possibile. Da parte mia c’è massima disponibilità e ho cercato di fissare appuntamenti in orari consoni. Chi si candida a consigliere deve fare i conti con questo: io, gli assessori e i consiglieri di maggioranza siamo qui tutti i giorni. Come ci siamo noi, possono esserci anche gli altri”.