Assolto invece il terzo uomo, Antonio Talia: è stato considerato estraneo ai fatti. Così ha deciso il Tribunale a oltre cinquant’anni dal rapimento della giovane 18enne, avvenuto a Eupilio il 30 giugno del 1975
Condanna per concorso in omicidio. Assolto il terzo uomo
Giuseppe Calabrò, 74 anni originario di San Luca (Reggio Calabria) e Demetrio Latella, 71 anni, detto “Luciano”, anche lui originario di Reggio ma residente in provincia di Novara, sono stati condannati all’ergastolo per il concorso nell’omicidio volontario aggravato di Cristina Mazzotti, la giovane di 18 anni, sequestrata a Eupilio il 30 giugno del 1975. Lo ha stabilito ieri, mercoledì 4 febbraio, dopo oltre cinquant’anni da quel terribile rapimento, la Corte d’Assise del Tribunale di Como che li ha condannati anche al pagamento di una provvisionale di 600mila euro a favore di ciascuno dei due fratelli di Cristina, Vittorio e Marina Mazzotti. Calabrò e Latella sono stati però prosciolti dal reato di sequestro di persona.
Assolto invece Antonio Talia perché considerato estraneo ai fatti.
Una tragica pagina di storia
Cristina Mazzotti era stata sequestrata nel giugno del 1975, mentre faceva ritorno nella sua casa di Galliano a bordo della Mini Minor guidata dal fidanzato Carlo Galli. Con loro l’amica Emanuela Luisari. L’auto era stata bloccata da una Fiat 125 con a bordo due uomini a volto coperto che fecero salire i giovani. Cristina venne incappucciata e caricata su un’altra vettura. Fu l’ultima volta che qualcuno, eccetto i suoi rapitori, la vide viva. Quello che successe dopo è stato cristallizzato negli anni fra processi, indagini, confessioni e racconti di varie parti: la ragazza venne portata in una cascina a Castelletto Ticino, e gettata in una buca profonda e larga circa un metro e mezzo e lunga poco più di 2 metri e mezzo. Morì – il giorno prima della pagamento del riscatto – di stenti e per le forti e massicce dosi di tranquillanti ed eccitanti che i suoi aguzzini le infliggevano ogni giorno. Venne ritrovata soltanto un mese più tardi, il 1° settembre, grazie a una telefonata anonima, in una discarica di Galliate.