La cerimonia

Giorno del Ricordo sensibilizzando le nuove generazioni

L'impegno del Consiglio comunale ragazzi a conservare la memoria delle vittime delle foibe.

Giorno del Ricordo sensibilizzando le nuove generazioni

Per il Giorno del Ricordo sensibilizzazione condivisa dal sindaco di Olgiate Comasco con la prima cittadina del Consiglio comunale ragazzi.

La cerimonia

Nella mattinata odierna, martedì 10 febbraio, in occasione del Giorno del Ricordo in cui viene commemorata la tragedia delle foibe, il primo cittadino Simone Moretti e Viktoriia Berkut, sindaca del Ccr, hanno tenuto i rispettivi discorsi ufficiali davanti al cippo posto all’esternno del Municipio.

Le parole del sindaco

Nel suo discorso, Moretti ha evidenziato l’orrore delle foibe. “Essere qui oggi, assieme alla sindaca del nostro Consiglio comunale dei ragazzi, alla targa posta sul cippo davanti al Palazzo comunale, recante la scritta “In memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale”, vuol essere un monito per non dimenticare. Dal 2004, ogni 10 febbraio, in Italia viene celebrato il Giorno del Ricordo per rendere omaggio alle vittime delle foibe e alle centinaia di migliaia di esuli che dovettero lasciare l’Istria e la Dalmazia nel secondo Dopoguerra. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, la parte interna della Penisola istriana finì sotto il controllo del Movimento di Liberazione Jugoslavo guidato dal leader comunista Tito e circa 500 italiani vennero uccisi e gettati nelle foibe, legati a coppie con filo di ferro. L’eccidio si ripetè nel maggio del 1945 al termine della Seconda Guerra mondiale, quando più di 10.000 italiani vennero arrestati e deportati dalle milizie di Tito: molti di loro morirono nelle prigioni o nelle lunghe marce di trasferimento, altri vennero torturati, uccisi e gettati nelle foibe, anche perché il terreno roccioso del territorio non permetteva di scavare fosse comuni. Di quella stagione, contrassegnata da una lunga teoria di uccisioni, arresti, torture, saccheggi, sparizioni… le foibe restano il simbolo più tetro: e nessuna squallida provocazione può ridurne ricordo e dura condanna.

Il richiamo al presidente Mattarella

“Prendendo in prestito le parole del nostro presidente Sergio Mattarella: “Si trattò di una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono – per superficialità o per calcolo – il dovuto rilievo. Oggi come allora, il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi: questi ci insegnano che l’odio, la vendetta, la discriminazione, a qualunque titolo esercitati, germinano solo altro odio e violenza”.

L’impegno del Consiglio comunale die ragazzi

“Oggi ricordiamo la Giornata del Ricordo, un giorno che ci ricorda una pagina importante e complessa della nostra storia – il discorso della sindaca junior Viktoriia Berkut –  Parliamo delle vittime delle foibe e di tutte le persone che tra Istria, Dalmazia e Venezia Giulia subirono un trasferimento forzato. Tra il 1943 e il 1947 migliaia di uomini e donne furono uccisi e gettati nelle foibe, caverne verticali tipiche delle regione carsica, mentre centinaia di migliaia di persone dovettero allontanarsi dalle loro città e dai loro paesi. Questo giorno ci invita a riflettere sul valore della vita e sui principi che devono essere parte di ogni società: il rispetto della dignità e il rifiuto di qualsiasi forma di discriminazione. Ricordare il passato ci insegna che la storia è una lezione da cui imparare. Come scriveva il filosofo George Santayana: “Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo”. La Giornata del Ricordo ci aiuta a comprendere le conseguenze della violenza, dell’odio nazionale e dell’indifferenza, ma allo stesso tempo sottolinea l’importanza della pace, del dialogo e del rispetto reciproco tra le comunità. Ricordare significa non solo guardare al passato, ma anche assumersi la responsabilità per il futuro. Un futuro in cui nessuno sia perseguitato per la propria identità. Oggi rendiamo omaggio alle vittime e ci impegniamo a conservare la loro memoria”.