Si è celebrato questa mattina, 10 febbraio, a Erba, il momento di memoria per le migliaia di uomini, donne e bambine vittime delle foibe e dell’esodo forzato dalle terre di Istria, Fiume e della Dalmazia.
Presenti i rappresentanti delle istituzioni
Nel cortiletto interno al Parco Majnoni si è tenuta la commemorazione per i martiri delle foibe. Alla presenza dell’assessore Maria Francesca Frigerio, dei consiglieri Erica Rivolta, Luisella Ciceri e Alberto Ciceri, e del sindaco di Proserpio Barbara Zuccon. Presenti anche i rappresentanti delle forze dell’ordine cittadine, gli Alpini, i Carabinieri in congedo e i Bersaglieri.
“La memoria non deve dividere, ma unire nella consapevolezza”
A parlare a nome del sindaco, Mauro Caprani, è stata l’assessore Maria Francesca Frigerio:
” Il 10 febbraio non è solo una data sul calendario, ma il richiamo alla memoria di migliaia di uomini, donne e bambini in un drammatico contesto del secondo dopo guerra. Persone che furono vittime delle violenze delle foibe e dell’esodo forzato dalla terre di Istria e di Fiume e della Dalmazia. Una tragedia che ha segnato profondamente la storia del nostro Paese e di tante famiglie italiane. Ricordare oggi significa restituire dignità alle vittime, ma anche riconoscere il dolore di chi ha persone la propria casa, la propria terra, la propria identità ed è stato costretto a ricominciare altrove, spesso nel silenzio e nell’indifferenza. Come assessore desidero sottolineare come sia importante per le istituzioni farsi carico di questa memoria, affinché non venga dimenticata e possa essere trasmessa alle nuove generazioni,. La memoria non deve dividere, ma unire nella consapevolezza: solo conoscendo la storia possiamo costruire un futuro fondato sul rispetto, sul dialogo e sulla pace”.
“Noi oggi continuiamo nel nostro piccolo a ricordare il sacrificio di quegli italiani”
A prendere parola anche la senatrice Erica Rivolta, che ha citato la legge 92/2004 che ha istituito il Giorno del Ricordo per ricordare l’impegno delle istituzioni nel tener viva la memoria di questo dramma:
“Le terre italiane assegnate alla Jugoslavia furono teatro di rivalse incredibili e omicidi, frutto di un disegno di annientamento della popolazione italiana. Se parzialmente poteva essere una risposta a quello che era stato compiuto dal regime fascista, ci fu un indifferenziato attacco a tutti gli italiani che dovevano scomparire nella loro identità e nella loro presenza. Le foibe furono tenute nascoste per anni e quando se ne venne a conoscenza colpì la crudeltà del metodo utilizzato. Pari a quanto fatto dai nazisti o da Stalin. Un dramma è stato anche l’esodo forzato di 350mila persone: tra loro anche antifascisti, che vennero comunque costretti ad andarsene, e le donne, che furono tra le vittime più mortificate. Queste persone dovettero lasciare tutto all’improvviso e la cosa più spaventosa è stato il trattamento da loro ricevuto una volta giunte in Italia: una Patria che non li voleva accogliere. Noi, oggi, continuiamo nel nostro piccolo a ricordare il sacrificio di questi italiani: lo dobbiamo fare nelle scuole e grazie ai due musei d’archivio, uno a Roma e una Trieste. L’unico modo, però, per trasmettere l’emozione è fare raccontare questo dramma da chi lo ha vissuto in prima persona: solo le emozioni fanno capire l’importanza di mantenere la memoria”.
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