Una “Passeggiata del ricordo” per fare memoria dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata. A Lurate Caccivio l’Amministrazione ha scelto di non dimenticare, con una cerimonia sentita e partecipata, una delle pagine più buie della Storia.
“Passeggiata del ricordo”
Un centinaio le persone presenti oggi, martedì 10 febbraio, per l’intitolazione del percorso sterrato e di un significativo monumento dedicato agli esuli e alle vittime della tragedia delle foibe. Il Comune ha così scelto di dare valore alla ricorrenza intitolando la strada sterrata e pedonale dietro la scuola dell’infanzia “Catelli”. Significativo il nome scelto: “Passeggiata del ricordo”. Accessibile da via Giotto o dal cimitero di Lurate, è spesso frequentata da cittadini che vogliono godersi pace e relax. Ora, sarà anche un luogo dove fare memoria e dove riflettere.
Alta partecipazione
Presenti il sindaco Serena Arrighi, gli amministratori e il consigliere di minoranza Luca Bianchi, oltre ad Adria Bartolich, membro del direttivo del comitato provinciale di Como dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Dopo l’alzabandiera al monumento dedicato ai Fanti, il corteo – Carabinieri della Caserma di Lurate Caccivio, una delegazione della Croce rossa, Nucleo Volontari, Polizia locale, Fanti, Bersaglieri e Alpini, sindaco e vicesindaco del Consiglio comunale dei ragazzi oltre a semplici cittadini – si è spostato verso il camposanto di Lurate, muovendosi proprio sulla “Passeggiata del ricordo”, dove è stato inaugurato il monumento. Durante il tragitto i bambini della materna hanno anche esposto uno striscione: “Ricordiamo gli errori del passato per un futuro che sia più colorato”.

“Non esiste pace senza la capacità di riconoscere il dolore altrui”
“Ringrazio dal profondo del mio cuore – ha esordito Bartolich – per questo gesto solenne fatto dall’Amministrazione comunale. Non è scontato: la Giornata del ricordo esiste da più di 20 anni e che molte Amministrazioni riconoscono con grande fatica”. Poi è stata la volta del primo cittadino: “Non esiste pace senza la capacità di riconoscere il dolore altrui e non esiste pace se non siamo in grado di capire che la nostra scelta di violenza è una scelta che toglie vita a un altro essere umano. Siamo qui per dire che quegli esuli questa camminata che oggi noi abbiamo fatto per libertà e per scelta, per loro è stata una costrizione. Qualcuno in passato l’ha dovuto fare in modo forzoso: ha dovuto lasciare la propria famiglia, la propria casa, la propria terra, le proprie radici”.
