Un documentario sul presente e sul futuro di Guanzate.
Documentario su Guanzate
“A Guanzate manca una visione, una visione in avanti”. La voce, fuori campo, è quella del parroco don Alessio Bianchi, mentre la dissolvenza in apertura mostra una panoramica del centro storico. Poi, altre frasi, pronunciate dai protagonisti del documentario “Gunzáa, voci di speranza”: “Gli spazi per stare insieme sono azzerati completamente”, “A Guanzate c’era di tutto”. E, ancora: “Si poteva comprare di tutto, c’erano negozi di ogni genere”. Persone comuni intervistate da Antonio Nassa, 59 anni, fotogiornalista e appassionato di antropologia e sociologia visuale. Insieme al videomaker Elia Desantis ha firmato un documento che mette a nudo Guanzate, lo stato in cui versa attualmente e la sua storia, sottintendendo una domanda rivolta ai candidati sindaco che si metteranno in gioco alle Elezioni comunali della prossima primavera: “Cosa intendete fare per risolvere i problemi descritti?”.
Un’opera sociale e antropologica
“Premessa: non è un lavoro politico ma sociale e antropologico – esordisce Nassa – Sono tematiche che, come fotogiornalista e fotografo, mi hanno sempre affascinato. Negli anni ho raccolto diverso materiale, anche storico”. Poi, la partnership con Desantis. “Mi ha contattato a settembre e si è iniziato a ragionare insieme su un documentario: l’idea era buona e ci siamo messi al lavoro. Alla base, il desiderio di descrivere cosa è oggi il nostro paese”. Da un centro storico parzialmente abbandonato a favore delle periferie, dove è avvenuta la maggior espansione urbanistica, ai tanti negozi chiusi e ai pochi aperti.
Un unico filo conduttore
“Il filo conduttore è Cesare Puppi, 86 anni: è lui a condurre gli spettatori alla scoperta di Guanzate”. Dai luoghi mostrati, il dipanarsi di interviste, ricordi, problematiche ma anche di speranza per il futuro. “Ci sono volontari e commercianti a raccontare la loro visione – prosegue Nassa – Il declino è un dato di fatto. Volevamo però porre l’accento su chi è rimasto e su chi si è messo in gioco”. Circa 270 gigabyte di girato per un documentario sulla rampa di lancio.
In fase di montaggio
“Sto ultimando la fase di montaggio: siamo a circa 48 minuti ma mancano ancora alcune interviste. Presumibilmente, oscillerà tra i 50 minuti e l’ora”. All’interno del lavoro anche il parroco, prima voce del trailer pubblicato alcuni giorni fa. “E’ una figura importante e credo abbia dato un contributo importante. In ogni caso, l’idea è di pubblicare il documentario solo dopo le Elezioni. In questo modo vogliamo evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione. Credo, però, che l’Amministrazione, qualsiasi lista vincerà, debba rispondere alle domande sollevate. L’augurio è che possa smuovere le coscienze, anche della società civile e del mondo imprenditoriale”.