Cervelli in fuga

Dentista “pendolare”  tra Madrid e Milano, con il cuore a metà

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Dentista “pendolare”  tra Madrid e Milano, con il cuore a metà

Per molti giovani la Spagna è sinonimo di Eramus e divertimento, per Giulia Occhionero invece, classe 1996, fin da subito è stata una scelta concreta e un investimento nel proprio futuro. Dopo la maturità scientifica conseguita al liceo Enrico Fermi di Cantù, a settembre è volata a Madrid per iniziare il percorso di studi in Odontoiatria. Oggi vive in Spagna da quasi 11 anni.

Figlia d’arte

Esordisce così Giulia:

«Sono figlia d’arte. Abbiamo uno studio di famiglia a Giussano,  e a me è sempre piaciuta l’idea di fare la dentista da grande».

A suggerirle l’esperienza all’estero è stato il padre, che aveva individuato nell’Università Europea di Madrid una realtà all’avanguardia con un percorso orientato alla pratica.

«Siamo andati a Madrid un paio di volte per conoscere l’ateneo da vicino e alla fine mi sono convinta e ho fatto le valigie».

L’università in Spagna

Pur non parlando la lingua, imparare lo spagnolo non è stato un problema. Spiega la 29enne:

«L’università offre un corso gratuito e le lezioni sono direttamente con professori madrelingua. All’inizio è stato complesso, ma nel giro di qualche mese parlavo già bene. Per noi italiani è abbastanza semplice».

La vera sfida è stata piuttosto la lontananza da casa, che iniziava a farsi sentire:

«Inizialmente è stato difficile, perché a 19 anni sono passata dallo stare sempre in casa con i genitori e frequentare le amiche di sempre, al ritrovarmi da sola. Fin da subito però ho avuto una bella risposta a questa nuova avventura e gli anni successivi sono trascorsi più serenamente. Ancora oggi per me è un motivo di grande orgoglio rendermi conto di essere cresciuta di più rispetto a quanto avrei potuto fare rimanendo in Italia».

La vita a Madrid

A rendere tutto più piacevole è stata la capitale spagnola:

«Madrid è come Milano e le persone sono come quelle di Roma: è una metropoli, ma non così frenetica e caotica. Si lavora tanto ma c’è sempre voglia e tempo per uscire e stare con gli amici. È ben collegata, con un clima piacevole. Forse solo un po’ più lenta rispetto ai ritmi del nord Italia»

Il trasferimento in Galizia

Dopo la laurea, conseguita a giugno 2020, in pieno periodo Covid, la sua vita ha preso una direzione diversa. Insieme al fidanzato si è trasferita da Madrid a Vigo, in Galizia, nel nord-ovest della Spagna, dove ha iniziato ad esercitare nella clinica odontoiatrica del padre di lui, una realtà affermata e composta da professionisti che in tre anni e mezzo hanno supportato la formazione professionale della canturina e del fidanzato.

Il ritorno a Madrid

Ma Madrid è sempre rimasta nei loro pensieri. Dopo aver valutato un possibile rientro stabile in Italia, da circa un anno la coppia è tornata nella capitale spagnola con l’idea di sviluppare un giro di clienti con le proprie forze. Il ritorno, dopo quattro anni di lontananza, è stato un «tornare a casa», seppure con qualche cambiamento.

«È una città diversa, più moderna. Nel frattempo è cambiato anche il mio approccio: ora la vivo da giovane lavoratrice. Eppure ho ritrovato la stessa atmosfera, gli stessi luoghi, lo stesso calore spagnolo».

Se quindi in un primo momento a superare la nostalgia di casa è stata la curiosità per una vita nuova e una nuova cultura, col tempo sono state soprattutto le persone a fare la differenza.

«Gli spagnoli sono accoglienti, affettuosi, inclusivi. Inoltre c’è sempre una grande complicità con gli italiani. Anche se non si conosce bene la lingua, ti includono nelle uscite e ti correggono, per aiutarti a parlare meglio. Ti fanno sentire a casa».

Il grande amore per la Spagna

Dopo quasi undici anni all’estero, trascorsi durante la fase di passaggio all’età adulta, la domanda alla canturina sorge spontanea: «Ti senti più italiana o più spagnola?». Risponde senza indugi:

«Io mi sento italiana. Ma provo un grande amore per il paese in cui vivo e per la sua cultura, e ne parlo sempre bene. Anche per questo, ci sono delle cose che ho assorbito negli anni. Spesso mi rendo conto di avere la “s” più morbida e noto la cadenza spagnola».

Il rapporto con la cucina spagnola

Piccoli cambiamenti che si riflettono anche nelle abitudini quotidiane:

«A tavola, per esempio, mi sono abitutata al loro modo di vivere: mangio poca pasta. Qui si fanno tanti secondi, piatti più speziati, piccanti, dai sapori più decisi. Uso molto la cipolla e mia nonna infatti mi dice che sono diventata spagnola anche nel cucinare. Sono dettagli, ma dopo dieci anni ti trasformano senza che te ne renda conto».

Alcune differenze culturali però rimangono, e spesso emergono nella forma degli aneddoti più divertenti.

«Gli spagnoli salutano dando i baci al contrario rispetto a come facciamo noi e ogni volta rischio di scontrarmi con la persona che ho davanti».

Oppure, per quanto riguarda gli orari:

«Hanno l’abitudine di mangiare tardissimo. Una volta la famiglia del mio ragazzo ha prenotato un pranzo alle 16.15 e quel giorno ho dovuto pranzare due volte. Oggi però ho trovato il mio equilibrio: mantengo gli orari italiani durante la settimana, e nel weekend mi piace mangiare un po’ più tardi».

Il legame con l’Italia

Nonostante la distanza, il legame con l’Italia non si è mai spezzato.

«In realtà non me ne sono mai andata del tutto. Una settimana al mese torno in Italia a lavorare nella clinica di mio padre, quindi riesco a mantenere anche il rapporto con le mie amiche, che sono rimaste le stesse di sempre. Ci sentiamo tutti i giorni sul nostro gruppo WhatsApp e sono spesso venute a trovarmi in Spagna. Sono stata fortunata: tante persone quando si trasferiscono perdono un po’ le radici, per me invece da questo punto di vista non è mai cambiato niente».

Il lavoro tra Milano e Madrid

Per conciliare quella sensazione di sentirsi un po’ a metà tra le due culture, Occhionero e il ragazzo hanno cercato di costruire un percorso professionale che possa realizzarsi effettivamente a cavallo tra Madrid e Milano. Oltre all’odontoiatria, entrambi si occupano di medicina estetica, circostanza che permette loro di spostarsi parecchio: «

Quattro giorni al mese lavoriamo in Italia, tra Milano e lo studio della mia famiglia. Poi torniamo a Madrid. È una vita un po’ da pendolari internazionali, ma per ora funziona».

Il dubbio su un futuro più stabile però rimane aperto:

«A Madrid lavoriamo benissimo, abbiamo un sacco di pazienti e la qualità della vita è nettamente superiore rispetto a Milano. Però, per quanto riguarda il nostro settore, in Italia c’è molto più lavoro ed è meglio retribuito».

Il cuore quindi, rimane diviso.

«Per ora si rimane a Madrid, però non scartiamo del tutto l’idea di tornare eventualmente in Italia».