prosegue vivicivico

Centro civico Livatino: si rinnova la collaborazione all’insegna dell’inclusione sociale

A Tavernerio affidata per altri quattro anni al Gelso la gestione del bar con un progetto di grande valore

Centro civico Livatino: si rinnova la collaborazione all’insegna dell’inclusione sociale

Centro civico «Livatino»: si rinnova la collaborazione con la Cooperativa Il Gelso e l’obbiettivo sociale nell’affidamento della gestione del bar del centro civico di Tavernerio.

Continua il progetto Vivicivico

Ad aggiudicarsi la manifestazione di interesse per i prossimi quattro anni è stata la Cooperativa di Albiolo, che al centro civico «Livatino» ha avviato il progetto Vivicivico che si pone l’obbiettivo dell’integrazione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro.

Importante, nel rinnovare la convenzione per l’affidamento del servizio, puntare all’obbiettivo sociale, come sottolinea l’assessore Sara Gaffuri: «Il fatto che Il Gelso sia rimasto alla gestione del bar permette anche il prosieguo del progetto Vivicivico, nato nel 2017, che accoglie giovani con disabilità e fragilità per due volte a settimana, il martedì e il venerdì pomeriggio. Nella sede del centro civico i ragazzi svolgono attività come corsi di teatro, i compiti scolastici, studio e sport. Il progetto è coordinato fin dall’inizio da Ernesto Ronchi. Siamo davvero orgogliosi: i ragazzi che vi fanno parte sono circa una ottantina, e questo permette di mettere anche in campo più iniziative in contemporanea».

Il progetto Vivicivico era stato presentato in un documentario alcuni anni fa. «Inoltre recentemente abbiamo preso parte con la Cooperativa a un bando con il progetto Raggi, che punta alla riduzione del fenomeno dei Neet. Nello stesso ambito ci sarà anche una parte del progetto Vivicivico, così come altri progetti gestiti dalla Cooperativa qui a Tavernerio, ma anche a Lipomo e Albese. Siamo contenti di continuare questa collaborazione positiva: il punto non è mai stato di avere “solo” un bar, un’attività economica, ma avere un valore sociale aggiunto e quello dell’inclusione è decisamente un progetto positivo. Non avevamo nemmeno preso in considerazione la possibilità di aprire a operatori economici tradizionali: questo non per ostracizzare l’attività economica, ma per valorizzare il nostro centro civico – chiude – che è un punto nevralgico del paese e della sua attività associativa».