Quattro anni di guerra, dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’esercito russo in Ucraina, quattro anni di impegno sul territorio dell’Olgiatese e in particolare a Villa Guardia con le 41 missioni umanitarie di Frontiere di Pace.
Quattro anni di guerra

Il 24 febbraio 2022 l’attacco e l’invasione. Subito chiara l’aggressione alla popolazione civile. Massacri – a Bucha con i corpi dei civili abbandonati sulle strade, e a Izjum con la scoperta di 449 corpi in una fossa comune – e migliaia di edifici privati e pubblici distrutti, milioni di profughi, territori occupati, famiglie separate e sofferenze.

Quattro anni di solidarietà

Subito dopo l’inizio della guerra, dalla parrocchia di Maccio, a Villa Guardia, la spinta di solidarietà che ha dato origine al gruppo di volontari Frontiere di Pace. Quattro anni di missioni umanitarie, facendo la spola tra il territorio comasco e l’Ucraina, spingendosi a ridosso della linea del fronte in città e villaggi delle oblast di Lviv, Kyiv, Kharkiv, Donetsk, Dnipropetrovsk, Kherson e Odessa. Missioni umanitarie in profondità, trasportando più di 300 tonnellate di generi di prima necessità. Di più: da due anni Frontiere di Pace organizza campi vacanza estivi per 30 tra bimbi e bimbe, ragazzi e ragazze di Kharkiv e dei villaggi circostanti. E proprio nell’oblast di Kharkiv la fondamentale guida di sestra Olexia, delle suore greco cattoliche di San Giuseppe, ha preso per mano i volontari, andando a conoscere persone e istituzioni locali ucraine, toccando con mano come la guerra stia mettendo a durissima prova la popolazione civile, costantemente bersagliata dall’esercito russo. In particolare, il terrore dei droni che mirano anche singoli veicoli e cittadini indifesi.
L’importanza della rete di aiuti nell’Olgiatese

Tempestiva e costante la rete di aiuti ha permesso a Frontiere di Pace di accumulare esperienza, garantire continuità alle missioni umanitarie. L’appoggio di vari Comuni dell’Olgiatese – tra i primi Villa Guardia, Olgiate Comasco, Lurate Caccivio, Solbiate con Cagno, Montano Lucino, Uggiate con Ronago – associazioni ed enti come il Consorzio Servizi Sociali dell’Olgiatese hanno dimostrato sensibilità e coinvolgimento. Segno di un cammino condiviso. Emblematico, in tal senso, il Municipio di Olgiate Comasco illuminato dei colori della bandiera ucraina (blu e giallo) in concomitanza con l’anniversario del quarto anno di guerra.
L’aiuto a chi aiuta in Ucraina: l’esempio dell’ospedale a Irpin

Proprio in questi giorni Frontiere di Pace ha completato la 41esima missione umanitaria in Ucraina. Prima tappa a Irpin, al policlinico dello Sheptisky Hospital per la consegna di un potente generatore. Un dono essenziale, nel gelo invernale e per via dei continui attacchi che mettono in ginocchio rete elettrica e riscaldamento.

Quella del policlinico di Irpin è una realtà fondamentale, come hanno potuto verificare i volontari. Più di 80 pazienti seguiti internamente, all’esterno, a domicilio, ne vengono raggiunti circa 2.200. Come illustrato da Katerina Saiko, amministratrice della struttura sanitaria, e Hanna Kalchenko, manager medico, grazie alla mediazione linguistica di Nadia Sheihas, il policlinico è un punto di riferimento: “L’Hospital Department è aperto dal mese di agosto 2023. Qui 13 specialisti lavorano tutto il giorno. Cerchiamo di fare sempre il nostro meglio. Vengono effettuate visite, seguiamo i pazienti. La direzione principale è quella di assistere la popolazione più vulnerabile, soprattutto gli sfollati, gli anziani, le mamme con bambini. I medici hanno varie specializzazioni: neurologi, psicologi, cardiologi e dermatologi”.
La speranza della pace, nella prospettiva della Comunità di Sant’Egidio

I volontari comaschi hanno approfondito la conoscenza con le Comunità di Sant’Egidio a Lviv e a Kyiv. Nel primo caso, il responsabile Yurij Lifansé ha sottolineato la “grande esperienza in tema di pace, nel mondo, da parte della Comunità di Sant’Egidio. Se io comincio a odiare, se continuo a odiare, quando morirò a chi rimarrà il mio odio? Ai miei figli… In questi quattro anni di guerra abbiamo distribuito più di 3.000 tonnellate di aiuti. Uno dei servizi che facciamo è la scuola di pace, con i bambini: loro arrivano qui ma non sanno nemmeno abbracciarsi. Prima la pandemia, poi la guerra… Non conoscono l’esperienza dello stare insieme. La Comunità è come una famiglia: preghiamo e Dio ci aiuta a capire come aiutare le persone che hanno bisogno. E chi come voi torna in Ucraina per aiutare… è nostro amico”.

Liudmyla Kharchenko, responsabile della Comunità di Sant’Egidio nella Capitale, ha accompagnato i volontari nei locali dove vengono stipati e distribuiti gli aiuti umanitari. “Noi sappiamo che la pace arriverà – le parole della responsabile – Non sappiamo quando, ma ne abbiamo la speranza. Durante i quattro anni di guerra è difficile essere cristiani, ma abbiamo scoperto che la gente si avvicina per ricevere gli aiuti umanitari e poi, davvero, vuole pregare con noi. Anche le persone che non conoscevano la Bibbia e il Vangelo… Aiutiamo quasi 6.000 persone, in particolare tre quartieri della città. Ci sono ancora tanti appartamenti senza riscaldamento, a causa die bombardamenti: case dove la temperature è di 5 gradi…”.
