L'iniziativa

I bambini della primaria creano una mostra per celebrare l’8 marzo

«Una mimosa per Chicchi» sarà visitabile in biblioteca comunale fino a venerdì 13 marzo

I bambini della primaria creano una mostra  per celebrare l’8 marzo

«Una mimosa per Chicchi»: è questo il titolo della mostra per l’8 marzo curata dalle classi quarte della scuola primaria Molteni di Cucciago.

La mostra

Da oggi, sabato 7 marzo 2026, fino a venerdì 13, sarà possibile visitare in biblioteca comunale, durante gli orari di apertura, la mostra «Una mimosa per Chicchi», dedicata a Teresa Mattei. «Chicchi» era infatti il soprannome di Mattei, la più giovane madre costituente eletta all’Assemblea Costituente, nel 1946, e colei che scelse la mimosa come fiore simbolo dell’8 marzo. L’iniziativa è il culmine di un percorso multidisciplinare portato a termine nelle ultime settimane dai bambini della quarta primaria di Cucciago.

Il commento dell’insegnante

La docente referente per il progetto è Tiziana Di Martino:

«Abbiamo approfondito la figura di Teresa Mattei partendo dalla curiosità dei bambini. Quest’anno le quarte e le quinte devono ricevere la Costituzione dal Comune. Abbiamo voluto inserire nel programma il tema delle madri costituenti: sono figure che nella narrazione tendono un po’ a sparire».

La storia di Mattei

La storia di Mattei ha colpito i ragazzi, in primis per la sua giovane età e per il suo carattere. Le insegnanti hanno infatti proposto la visione di varie interviste rilasciate dalla donna. Di Martino ha detto:

«Questa figura li ha conquistati, hanno fatto davvero tante domande. Sono stati molto colpiti anche dal fatto che sia stata lei a scegliere la mimosa, con grande determinazione. Per la mostra hanno scritto delle lettere a Teresa Mattei. Inoltre hanno realizzato dei piccoli elaborati artistici: verrà esposto tutto in biblioteca».

Di Martino, con le colleghe Miriam Turati e Rosy Giannotti, ha trovato davvero ottime risposte dall’atteggiamento degli alunni:

«La cosa che ci ha colpito è la maturità di intervento dei bambini. Una ragazza ha scritto che per avere effettivamente parità di genere uomo e donna dovrebbero camminare fianco a fianco, non uno davanti all’altro. Detto a nove anni è un intervento che fa capire tanto. Hanno verbalizzato tantitissimi aspetti, più addirittura di quanti la mostra possa trasmetterne».

L’entusiasmo dei bambini

Vista l’efficacia di questo lavoro sui più piccoli, forse sono gli adulti a dover imparare da loro. Sul tema Di Martino ha detto:

«Secondo me il lavoro andrebbe fatto in parallelo. Tantissimi genitori ci hanno riferito che i bambini hanno raccontato a casa quello che hanno scoperto. Secondo me effettivamente educare gli adulti è una cosa possibile, anzi, necessaria. Credo che gli adulti siano più facilmente raggiungibili attraverso il dialogo con i bambini, che suscitano il loro interesse».

Infine, una riflessione di Di Martino su come, attraverso la scuola, i figli possano sensibilizzare i genitori:

«Guardando le foto delle manifestazioni contro i femminicidi, qualcuno ha notato che c’erano pochi uomini. Da lì è nato un dibattito, questa cosa è stata riportata anche a casa e secondo me questo è importante perché così, oltre a educare i più giovani, vengono sensibilizzati anche i genitori».