sospeso fino a nuova comunicazione

Pochi partecipanti e scarsa risposta: il Mercato deve “chiudere” dopo sette anni

Ad Anzano l'iniziativa era stata inaugurata nel 2019

Pochi partecipanti e scarsa risposta: il Mercato deve “chiudere” dopo sette anni

Pochi partecipanti, scarsa risposta della cittadinanza e difficoltà nell’ampliare le norme di adesione all’iniziativa: il Mercato contadino del Parco di Anzano, dopo sette anni, è costretto a chiudere i battenti.

Sospeso fino a nuova comunicazione

Inaugurato nel novembre 2019 su idea di Andrea Rosato, imprenditore del paese, con il sostegno dell’allora sindaco Alberto Rivetti, da qualche tempo il mercato, come reso noto dall’Amministrazione comunale, era sempre più di difficile organizzazione: con il passare degli anni, infatti, le adesioni delle aziende agricole del territorio erano via via diminuite e la risposta della cittadinanza era sempre minore.

Nelle scorse settimane, come aveva fatto sapere il vicesindaco Lorenzo Salzano, oltre alla divulgazione di un appello a nuovi espositori si erano valutate nuove modalità per implementare l’iniziativa e non arrivare a sospenderla: tra le idee, la richiesta a Regione Lombardia di poterlo aprire anche ai commercianti per ampliare l’offerta e permettere a più esercenti di aderire. Ma questo provvedimento non è possibile. Come comunicato alla cittadinanza nei giorni scorsi, dunque, il Mercato allestito la terza domenica del mese al centro sportivo di via Valera (nella foto) è sospeso fino a nuova comunicazione.

«Avevamo pensato – spiega il vicesindaco Salzano – Di coinvolgere anche i commercianti, ma alla nostra richiesta Regione ci ha fatto sapere che non è possibile, allo stato attuale, per come è strutturata la manifestazione. Abbiamo dunque dovuto sospendere l’iniziativa e valuteremo prossimamente se ci saranno nuove richieste di produttori di partecipare. Siamo dispiaciuti perché l’iniziativa è sicuramente di valore, ma ultimamente non c’è mai stata grande risposta della cittadinanza e conseguentemente minore interesse delle aziende, che avevano poco mercato. Se dovessero mutare le normative, o le condizioni o le disponibilità di agricoltori o produttori proveremo a riproporlo, con l’auspicio di una maggiore partecipazione della cittadinanza», chiude.