Politica

“Il vento del Nord” partì da Erba: il legame del Senatur con la città

Umberto Bossi ha lasciato un’impronta indelebile per la creazione della Lega in città.

“Il vento del Nord” partì da Erba: il legame del Senatur con la città

La rivista della Lega venne fondata all’inizio degli anni Ottanta a casa di Enrico Rivolta, a Erba, che a sua volta aveva dato vita nel 1972 ad “Alta Brianza”, che ne divenne un inserto: tante idee e tanta cultura nel segno della libertà

Un nome che simbolicamente raccoglieva a sé le istanze di federalismo e le univa insieme

“Il vento del Nord” partì proprio da Erba. Il legame di Umberto Bossi con la città ha le sue radici all’inizio degli anni Ottanta. E con la morte del “Senatur”, avvenuta giovedì, 19 marzo, non si può non ricordare come proprio da Erba si consolidarono quelle idee che investirono il nord ormai ben oltre quarant’anni fa.  Enrico Rivolta, papà della senatrice erbese Erica Rivolta, aveva creato “Alta Brianza” nel 1972, un giornale in cui si parlava di tradizioni, cultura e politica. Grazie a conoscenze comuni aveva incontrato Bossi, venendo così in contatto con il mondo federalista della Liga Veneta e dei movimenti di Brescia, Torino o Mantova. Si era trovato perfettamente in linea con quei pensieri e insieme avevano dato vita, all’inizio degli anni Ottanta, alla rivista “Il vento del Nord”, un nome che simbolicamente raccoglieva a sé tutte le istanze di federalismo e le univa in un unico forte vento. E al suo interno c’era “Alta Brianza”, che ne era diventato l’inserto.

“E’ stato pacificamente rivoluzionario”

A ricordare Bossi a Erba è proprio la senatrice Rivolta:

“Avrei tanti aneddoti su di lui. C’era sempre per noi qui in città: dai comizi ai convegni, dalle campagne elettorali agli eventi. Un uomo diretto, spontaneo che non faceva calcoli. La grandezza di Bossi è stata quella di riuscire a dare voce a un nord che all’epoca pensava solo a lavorare ma che non aveva peso politico. E’ stato pacificamente rivoluzionario e faceva sentire tutti parte di questa rivoluzione pacifica, sempre con rispetto. Con lui, in quegli anni, abbiamo vissuto un periodo politico irripetibile: ha saputo trascinarci con entusiasmo straordinario in questa impresa. Un burbero, ma estremamente buono”.