l'artista

Riproduce la Morte Nera di Guerre stellari

Il marianese Doriano Benelli, 58 anni, ha costruito un’opera che pesa circa 90 chili utilizzando pezzi di circuiti e polistirolo

Riproduce la Morte Nera di Guerre stellari

Ha riprodotto la Morte Nera di Guerre stellari costruendo due semisfere di circa 40 chili ciascuna. L’ha fatto utilizzando pezzi di circuiti stampati che avrebbero dovuto finire in discarica e polistirolo. Durante i fine settimana, Doriano Benelli, 58 anni, espone la sua opera nel giardino di casa a Mariano Comense.

Riproduce la Morte Nera di Guerre stellari

«In principio avevo iniziato a realizzare un quattropode (un altro protagonista della nota saga, ndr), ma in realtà avevo materiale per creare una sfera. Adoro la Morte Nera, mi è sempre piaciuta – ha raccontato – Ho scelto di lavorare sulla seconda versione di cui si parla perché la prima è una sfera completa mentre la seconda è distrutta, dal mio punto di vista è molto più affascinante». Precisazione doverosa per i non appassionati: l’oggetto in questione è una stazione spaziale e un’arma di distruzione di massa nonché planetoide artificiale. La Morte Nera II appare in «Il ritorno dello Jedi» e, sebbene incompiuta, è tecnologicamente più avanzata rispetto a quella precedente. Nel film viene distrutta da un attacco diretto al suo reattore principale da parte di navi da combattimento ribelli.

“Una volta finita mi sono commosso per l’emozione”

Il progetto, composto da centinaia e centinaia di pezzettini ritagliati e incollati tra loro, è iniziato circa un anno e mezzo fa, andando avanti nei ritagli di tempo e non tutti i giorni in maniera costante. Manualità e tanta pazienza sono state fondamentali per arrivare al termine. Chi in questi mesi ha saputo dell’impresa che stava tentando, ha contattato Benelli per portargli materiale utile alla causa. Nel mezzo l’artista, che abita nella frazione di Perticato, si è dedicato anche a costruire un drago per Halloween. «Ho lavorato sulle due sfere in maniera separata. Ho fatto modifiche almeno una decina di volte perché non mi piaceva il risultato finale. Quando l’ho vista finita mi sono commosso per l’emozione. Forse non è perfetta, ma come ho voluto scrivere quando l’ho esposta al pubblico per la prima volta, questa è la mia versione della Morte Nera», ha aggiunto.

“In futuro? Penso la metterò all’asta”

L’opera è visitabile per tutti gli interessati in via dell’Orto 66, angolo via Donizetti. Chi l’ha già vista ha assicurato: osservarla in fotografia e dal vivo è completamente diverso, attraverso gli scatti si notano meno i dettagli e la minuzia con cui ogni singolo pezzo prende forma. «Cosa ne farò in futuro? Quando mi stuferò di averla, viste le sue dimensioni, credo la metterò all’asta. Se qualche appassionato vorrà averla potrà farlo». Attenzione agli spazi, perché per averla con sé occorre avere una location decisamente ampia: la Morte Nera infatti ha 138 centimetri di diametro e un peso totale di circa 90 chili (senza considerare il piedistallo su cui poggia). «Visto quanto è ingombrante non sono riuscito a pesarla. È fragile e forse sarebbe più sicuro inserirla in una teca di vetro», ha puntualizzato. Intanto in cantiere ci sono altre idee. Archiviato Halloween, quest’anno la concentrazione di Benelli sarà tutta dedicata al Natale. Il progetto è ancora top secret ma promette di far restare tutti ancora una volta a bocca aperta.