Cosa succede quando nasci ai piedi delle Alpi ma il tuo sogno è solcare i mari? Che le scelte di vita diventano più radicali e spesso portano lontano da casa. È questo il percorso che ha seguito Matteo Gaiani, classe 1997, nato a Milano e cresciuto a Montesolaro di Carimate da madre tedesca e padre italiano. Partito dalla Brianza al termine della maturità nel 2016, ha navigato le acque di quasi tutto il mondo con il suo lavoro. Dopo aver trasferito la sua casa base ad Amburgo nel 2022, oggi è primo ufficiale di marina mercantile.
Il primo incontro con il mare
Gaiani scopre la navigazione in tenera età, ma solo più avanti diventa una vera passione. Ha raccontato:
«La mia prima volta su una barca è stata a cinque anni a Gravedona, quella volta ricordo che non mi era piaciuto molto. Dopo ho fatto diversi corsi di vela sul lago e a nove anni ho avuto la possibilità di fare una vacanza in barca. Da quel momento ho iniziato ad interessarmi di più all’ambiente marittimo. Negli anni i corsi all’isola di Caprera mi hanno introdotto anche alla dimensione più gerarchica dell’ambiente».
Gli studi a Genova
Arriva la quarta liceo e la scelta del futuro inizia a farsi più incalzante:
«Avevo due idee in testa: coatruire le navi, o guidarle. Quindi mi sono trasferito a Genova per un annetto dove ho studiato ingegneria navale. Presto però ho capito che lavorare davanti a un computer non faceva per me e ho preso la decisione che sarei andato per mare».
Il trasferimento a Brema
Per seguire il suo sogno nel 2017 il 28enne si trasferisce quindi a Brema, in Germania, dove segue un percorso di studi per diventare ufficiale di marina mercantile:
«Il motivo per cui sono partito è che in Italia non esiste un percorso simile che dopo quattro anni ti garantisce con sicurezza la possibilità di lavorare. Volevo una laurea che mi aprisse porte a livello internazionale».
Sulle navi
E così è stato: dalla fine degli studi, Gaiani si è imbarcato subito, collezionando esperienze uniche ai quattro lati del pianeta. Oggi guida navi di tutte le tipologie, da quelle da crociera alle porta container e petroliere.
«È uno stile di vita particolare: per sei settimane sono imbarcato e le sei settimane successive sono a casa ad Amburgo, oppure visito la mia famiglia. Il ritmo che ho oggi lo trovo ideale perché mi permette di non caricarmi tutta la vita in quattro valigie come prima, quando andavo via per tre mesi. Mi sono spesso sentito dire “Chi va per mare vive due volte”, e che questa decisione è paragonabile a farsi prete, perché è radicale ed effettivamente è così: sono due vite parallele, una a bordo che è molto gerarchica, fatta di notti insonni e stress per le responsabilità lavorative, e una quando scendi, più normale in cui il lavoro non esiste. Per mare si vivono emozioni intense. Si passa dal vedere i pinguini e gli orsi polari in Groenlandia o i bambini che salutano la nave che passa il Rio delle Amazzoni, fino a vedere la flotta fantasma russa lasciare il Baltico e rischiare un attacco pirata in Somalia. Sono momenti come questi che mi ricordano perché lo faccio».
Il proposito di diventare pilota
Con grandi soddisfazioni raggiunte in giovane età, Gaiani continua il cammino professionale con il proposito di diventare pilota, la persona che a bordo assiste il comandante e l’equipaggio ad ormeggiare e spostare la nave.
«È la parte più bella del mestiere e si torna a casa la sera», ha concluso.