Il bilancio

Chirurgia robotica al ginocchio: in un anno oltre 200 interventi al COF Lanzo Hospital

Precisione personalizzata e minori tempi di recupero grazie al robot ROSA

Chirurgia robotica al ginocchio: in un anno oltre 200 interventi al COF Lanzo Hospital

A un anno dall’introduzione della chirurgia robotica al ginocchio, il bilancio del COF Lanzo Hospital di Lanzo d’Intelvi è nettamente positivo: oltre 200 interventi eseguiti con il robot ROSA e un nuovo approccio clinico che sta modificando non solo la sala operatoria, ma anche il protocollo riabilitativo e i tempi di recupero dei pazienti. A guidare questo percorso è l’équipe di Ortopedia diretta da Matteo Cervellin, la cui esperienza rappresenta oggi una delle casistiche più significative nell’utilizzo della chirurgia robotica per la protesi di ginocchio.

Chirurgia robotica al ginocchio: in un anno oltre 200 interventi al COF Lanzo Hospital

La vera rivoluzione non è soltanto tecnologica, ma clinica. Il robot consente una pianificazione pre-operatoria estremamente precisa e un posizionamento della protesi personalizzato sull’anatomia del paziente. Il risultato è un intervento più conservativo, con minore sanguinamento intraoperatorio e, nella grande maggioranza dei casi, senza necessità di trasfusioni. Soprattutto cambia il decorso post-operatorio: il ginocchio recupera più rapidamente il movimento e il percorso di riabilitazione si accorcia in modo significativo. Dopo circa quindici giorni i pazienti iniziano ad abbandonare progressivamente le stampelle, con un recupero funzionale più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale.

Precisione e recupero più veloce anche nei casi complessi

Un altro aspetto innovativo riguarda le indicazioni chirurgiche. Con la chirurgia robotica non si interviene solo su protesi primarie, ma anche su esiti di vecchi traumi complessi e su alcune revisioni protesiche monocompartimentali. In questi casi il robot permette di rimuovere la protesi precedente con precisione elevata e di lavorare sul nuovo impianto preservando il più possibile il patrimonio osseo, evitando interventi più invasivi e demolitivi.

Dopo un anno di attività, il dato più interessante per l’équipe non è solo il numero degli interventi, ma la qualità del recupero: l’obiettivo non è semplicemente sostituire un’articolazione, ma restituire al paziente un ginocchio che si avvicini il più possibile alla sua anatomia originale e a una funzionalità naturale. Oggi il COF Lanzo Hospital si sta configurando come centro di riferimento per questa chirurgia, con tempi di attesa tra i due e i tre mesi, segno di una domanda in costante crescita.

“L’introduzione della chirurgia robotica nella protesi di ginocchio ha rappresentato per la nostra équipe un passaggio importante, perché ci consente di aumentare precisione e personalizzazione dell’intervento, programmato sulle caratteristiche anatomiche di ogni paziente – spiega il Primario Matteo Cervellin. – Dal punto di vista clinico osserviamo benefici concreti soprattutto nel post-operatorio: i pazienti recuperano il movimento più rapidamente e affrontano la riabilitazione con maggiore facilità, con un ritorno più veloce alle attività quotidiane. La tecnologia resta uno strumento: centrali rimangono l’esperienza del chirurgo e il lavoro dell’équipe. Dopo il primo anno possiamo dire che questa tecnologia è entrata stabilmente nella pratica clinica e rappresenta un’opportunità concreta per migliorare la qualità delle cure offerte ai pazienti.”