L'appuntamento

All’ospedale Sant’Anna la masterclass dell’European Association of Urology

Presenti 40 medici da tutta Europa per seguire il focus sulla patologia ostruttiva prostatica

All’ospedale Sant’Anna la masterclass dell’European Association of Urology

Anche quest’anno l’ospedale Sant’Anna ha ospitato la masterclass promossa dalla European Association of Urology (EAU). L’edizione 2026 si è svolta nei giorni scorsi ed è stata dedicata alla patologia ostruttiva prostatica.

All’ospedale Sant’Anna la masterclass dell’European Association of Urology

A fronte di centinaia di richieste pervenute, l’iniziativa ha visto la partecipazione di una selezione di quaranta medici specialisti provenienti da diversi paesi europei, oltre che da Africa e Asia, confermando il respiro internazionale dell’evento. La direzione scientifica è stata affidata a Giorgio Bozzini, primario dell’Urologia del presidio.

Al corso hanno preso parte, in qualità di relatori, professionisti di rilievo nel panorama urologico internazionale, tra cui Javier Romero Otero (Madrid) Thomas Herrmann (Fraunfeld, Svizzera), Jean Baptiste Roche (Bordeaux), Arkadiusk Miernik (Friburgo), Cesare Scoffone (Torino), Laurian Dragos (Cambridge).

Il programma si è concentrato su approfondimenti teorici, osservando procedure attraverso dirette streaming, con particolare attenzione alle tecniche mini-invasive per il trattamento dell’ostruzione prostatica e all’impiego delle tecnologie più avanzate oggi disponibili.

Masterclass Urologia Sant'Anna

Il commento del primario

“Queste iniziative di alta formazione – sottolinea Bozzini – rappresentano un momento fondamentale di confronto tra specialisti, perché permettono di condividere esperienze, mettere a confronto tecniche e trasferire rapidamente l’innovazione nella pratica clinica”. Asst Lariana con l’ospedale Sant’Anna è tra i centri riconosciuti e certificati dalla European School of Urology (ESU) come sede di riferimento per la formazione avanzata nella gestione dell’ipertrofia prostatica benigna. Un riconoscimento che ne consolida il ruolo di hub formativo a livello europeo, capace di attrarre specialisti da diversi Paesi e di favorire lo scambio continuo di competenze, esperienze cliniche e innovazioni tecnologiche. “Si tratta di un accreditamento di grande valore – conclude il primario dell’Urologia – che attesta non solo l’elevato volume di attività clinica, ma anche il contributo alla ricerca scientifica e la disponibilità di un’ampia gamma di opzioni terapeutiche. Essere parte di questa rete europea significa poter offrire ai professionisti percorsi formativi di alto livello e, allo stesso tempo, garantire ai pazienti cure sempre più aggiornate ed efficaci, in linea con i più elevati standard internazionali”.