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Taglia di 2mila euro contro gli animalisti colpevoli di diffamazione

L’ha istituita l’Associazione Nazionale per la Tutela dell'Ambiente e della Vita Rurali.

Taglia di 2mila euro contro gli animalisti colpevoli di diffamazione

Una taglia di 2mila euro per gli animalisti colpevoli di diffamazione ai danni di Davide Cagliani, pastore trentottenne di Oggiono, nel Lecchese, che porta i suoi animali a pascolare verso Pian del Tivano, a Sormano. L’ha istituita l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali.

Problema lupi

Davide ha una azienda agricola ereditata dal padre e che contava una trentina di bovini, altrettante capre, una quindicina di asini e 600 pecore, portati fin dal 2019 a pascolare nell’area con un relativo contratto di affitto di 10.000 euro l’anno con la Comunità Montana del Triangolo Lariano. Cagliani è uno degli ultimi a praticare la transumanza sul Triangolo Lariano. Poi sono arrivati i lupi. Nel 2025 sono stati ben 215 gli ovini mangiati, con un danno di oltre 50.000 euro.

“Sono state constatate le predazioni, ma non sono state ritrovate le marche auricolari poiché i lupi hanno portato via le prede e i resti non sono stati rinvenuti, oppure erano state mangiate le orecchie e le marche non erano più reperibili – spiega il pastore – In altri casi le Guardie Forestali dicevano che alcune pecore erano morte non per i lupi ma a causa di attacchi di cani randagi”.

Il risultato è che Regione Lombardia ha rimborsato a Cagliani solo 25 capi su 215. Intanto la Comunità Montana del Triangolo Lariano intanto aveva incaricato una biologa per studiare il comportamento dei lupi.

La decisione dell’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente

“Il 2026 è stato proclamato dall’Onu “Anno internazionale dei pascoli e dei pastori”, ma in Italia sono già migliaia gli allevatori che hanno cessato l’attività anche a causa delle continue predazioni dei lupi nonostante le cautele e protezioni attuate – afferma l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali – Per Cagliani al danno si aggiunge la beffa, con le scritte insultanti fatte in zona da animalisti contro di lui, con il solito stupido slogan giù le mani dai lupi”.

Il pastore, che si fa aiutare da sei cani da pastore silani, ha fatto denuncia ai Carabinieri.

“Ad accorgersi della scritta è stata la mia ragazza. Diceva: “Giù le mani dai lupi, pastore bracconiere” – dichiara – Curioso, perché non ho ucciso nessun lupo, anzi le mie pecore li hanno sfamati”.

Per questo motivo l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali ha deciso di pagare una taglia di 2.000 euro a chiunque fornisca informazioni utili a individuare e condannare i responsabili degli insulti al pastore.

“Mai stabilito taglie”

“Si spera che ciò spinga qualcuno a collaborare – dichiarano dall’Associazione – Non avevamo mai stabilito delle taglie, ma è invece pratica comune di associazioni animaliste e ambientaliste, che però a oggi non ne hanno effettivamente mai pagata nessuna. Il numero di lupi presenti in Lombardia senza dubbio è di centinaia di esemplari, con gravi danni agli allevatori e persino predazioni di gatti e di cani fin nei centri abitati. Regione Lombardia non ha mai gestito e limitato il numero di lupi. Ora è al termine l’iter di declassamento del lupo anche in Italia: da specie particolarmente protetta a solo protetta. Del resto l’Italia non solo è lo stato europeo con il maggior numero di lupi, stimati oggi a oltre 6.000 esemplari dal professor Marco Apollonio dell’Università di Sassari, ma ha anche la più alta densità di lupi al mondo ed è lo stato europeo con il maggiore numero di attacchi non provocati di lupi a esseri umani nel XXI secolo”.

“Non so se si riusciranno ad individuare i colpevoli – conclude Cagliani, pronto a salire verso Pian del Tivano tra poche settimane – Fatto sta che lo scorso anno è stato molto difficile. Il problema lupi esiste dagli ultimi due anni ed è sempre più persistente. Inviterei gli animalisti a stare con me qualche giorno. Convivere con tutte le condizioni meteo e tentare di badare alle pecore prestando attenzione ad ogni rischio”.