L’esplosione dei costi di produzione legata alla guerra in Iran e ai rincari energetici rischia di presentare un conto pesantissimo anche alle aziende zootecniche lariane, dove il comparto allevatoriale continua a rappresentare un presidio economico, ambientale e sociale fondamentale soprattutto nelle aree montane e collinari.
Guerra in Iran: rincari alle stelle per le aziende zootecniche lariane
È quanto evidenzia Coldiretti Como Lecco sulla base dell’analisi del Centro Studi Divulga, che stima una “stangata” fino a 3600 euro ad azienda in appena due mesi.
“Sul nostro territorio gli allevatori stanno facendo i conti con aumenti che incidono in modo diretto sulla sostenibilità economica delle stalle – sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi – Il rialzo del gasolio agricolo, dell’energia, dei fertilizzanti e dei mangimi si scarica immediatamente sui costi quotidiani delle aziende, in una fase in cui molti allevamenti stanno già affrontando margini ridotti e una forte pressione sui redditi”.
L’aumento dei costi che schiaccia le aziende zootecniche
Secondo l’analisi Coldiretti, i rincari colpiscono in particolare il comparto lattiero-caseario e la produzione cerealicola destinata all’alimentazione animale. Il gasolio agricolo, dopo una breve frenata, è tornato a crescere fino a 1,42 euro al litro contro gli 0,85 euro di inizio anno. Negli allevamenti viene utilizzato non solo per i trattori, ma anche per le attrezzature indispensabili alla gestione quotidiana delle stalle, dalla movimentazione dei foraggi alla preparazione dei mangimi.
A pesare è anche il forte aumento dei fertilizzanti: l’urea ha raggiunto gli 870 euro a tonnellata contro i 470 euro dello scorso anno, mentre il nitrato ammonico è salito da 369 a 510 euro a tonnellata. Una situazione che rischia di tradursi in ulteriori rincari per le coltivazioni destinate all’alimentazione del bestiame, con effetti a catena sull’intera filiera agricola.
“Per questo – prosegue Trezzi – è fondamentale ridurre la dipendenza dall’estero e accelerare su strumenti realmente sostenibili e legati all’economia circolare agricola”.
Coldiretti rilancia inoltre la necessità di sostenere alternative naturali anche sul fronte del controllo delle infestanti, valorizzando soluzioni innovative e biodegradabili in grado di ridurre l’impatto ambientale e limitare il ricorso alla chimica di sintesi.
“In territori come quelli di Como e Lecco – conclude Trezzi – l’agricoltura non è soltanto produzione di cibo, ma anche tutela del paesaggio, presidio delle montagne e manutenzione del territorio. Difendere le nostre aziende agricole significa difendere comunità, ambiente ed economia locale”.