L'iniziativa

Gli studenti scrivono un romanzo sull’alluvione

Il progetto dei ragazzi di «Cabiate scrive» si intreccia su due linee temporali: il 2025 e gli anni ‘70

Gli studenti scrivono un romanzo sull’alluvione

Un romanzo corale scritto da nove ragazzi che hanno dai 12 ai 18 anni. A novembre l’inizio dei lavori, che si sono poi conclusi con la pubblicazione da parte della casa editrice Gemma Gemmiti del volume «La memoria dell’acqua» presentato al Salone del libro di Torino.

Gli studenti scrivono un romanzo sull’alluvione

A raccontare il progetto di «Cabiate scrive» è stata la professoressa Eliana Sormani, che ha seguito passo a passo i ragazzi: «La sindaca ci ha chiesto di partire dall’alluvione del 22 settembre così da creare un racconto corale legato alla città di Cabiate. Anche in passato c’erano stati episodi di forte maltempo e allagamenti, dai quali era emerso un grande senso di solidarietà. Da qui è venuta l’idea di partire proprio dai racconti dei ragazzi, chiedendo a ciascuno di condividere il momento in cui ha vissuto l’alluvione: un’esperienza diretta e personale. Man mano che la scrittura prendeva forma, abbiamo cercato di intrecciare queste testimonianze con la storia passata della città, coinvolgendo cittadini cabiatesi e anziani, raccogliendo storie e personaggi tipici di Cabiate. È così che la storia ha preso vita».

Oltre che sul 2025, il libro si concentra sugli anni ‘70 andando a creare due narrazioni che sono parallele. La prima è legata all’attualità con il grande cuore cabiatese, che immerso nelle difficoltà ha trovato forza nella solidarietà. Lì sono nati degli intrecci tra i personaggi, fatti anche di amicizia e amore. L’input per il flashback, invece, è arrivato grazie a un manoscritto trovato in una cantina, che raccontava la sparizione misteriosa di una coppia di ragazzi del paese. «All’interno di questa storia abbiamo fatto entrare personaggi realmente esistiti in passato e che a Cabiate avevano una certa risonanza. Tra questi c’erano due vigili, un barone, uno storico parroco e un’artigiana. Abbiamo poi parlato della loro biografia nell’appendice perché ogni riferimento interno al romanzo è puramente frutto di fantasia. In quello spazio abbiamo fatto degli approfondimenti anche sulla banda e la scuola d’arte, di cui abbiamo parlato con dei piccoli flash».
Attraverso il lavoro svolto in biblioteca, i ragazzi hanno potuto confrontarsi con il valore della memoria collettiva e con il significato di appartenenza a una comunità che, nei momenti di difficoltà, riesce a ritrovarsi unita.

“Una bella esperienza”

Per realizzare l’opera gli studenti si sono dati appuntamento una volta a settimana in biblioteca. Per otto ragazzi su nove questa era la prima esperienza all’interno del gruppo di scrittura, una di loro, invece, aveva già partecipato nell’edizione precedente. «È stata una bella esperienza in cui abbiamo avuto modo di scrivere, ma anche creare legami nuovi tra di noi», hanno detto i giovani scrittori in erba, alcuni dei quali sognano di poter lavorare in questo ambito. All’iniziativa hanno collaborato Sara Farinazzo, Ambra Nardozza, Carola Visconti, Alessandro Ravasi, Miriana Musaku, Luca Tremolada, Matteo Filippo Brambilla, Viola Bolis, Sofia Colombo.