L'intervento

Rientra illegalmente in Italia dopo l’espulsione, arrestato dalla Polizia Locale

Fermato in occasione di un controllo stradale un 37enne marocchino, dai controlli è emerso che era stato espulso precedentemente nel 2024

Rientra illegalmente in Italia dopo l’espulsione, arrestato dalla Polizia Locale

Un’attività di controllo del territorio svolta dal Comando di Polizia Locale di Cantù ha consentito di individuare e arrestare un cittadino marocchino di 37 anni risultato irregolarmente rientrato in Italia nonostante un provvedimento di espulsione eseguito nel 2024.

Rientra illegalmente in Italia dopo l’espulsione, arrestato dalla Polizia Locale

L’operazione trae origine da un controllo di polizia stradale effettuato in via Monte Baldo, nel corso del quale il conducente di un’autovettura tentava di sottrarsi ai controlli cambiando improvvisamente direzione di marcia. Gli operatori procedevano quindi all’intercettazione del mezzo e all’identificazione del conducente, risultato privo di documenti.

Gli accertamenti consentivano di verificare che il veicolo era già stato sottoposto a sequestro nei giorni precedenti. All’uomo veniva contestata la violazione per guida senza patente, mentre l’auto veniva definitivamente affidata al custode acquirente.

Il provvedimento di espulsione

Dai successivi approfondimenti investigativi emergeva l’esistenza di un provvedimento di espulsione dal territorio dello Stato, eseguito nel luglio 2024, con divieto di reingresso per dieci anni.

L’uomo veniva quindi tratto in arresto dalla Polizia Locale di Cantù nella serata del 22 giugno per il reato di reingresso illegale nel territorio nazionale dopo l’espulsione, previsto dal Testo Unico sull’Immigrazione.

La convalida del Tribunale

Nella giornata del 23 giugno il Tribunale di Como ha convalidato l’arresto operato dalla Polizia Locale di Cantù. Il Giudice, riconoscendo la sussistenza delle esigenze cautelari connesse al procedimento in corso, ha applicato all’imputato le misure dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e dell’obbligo di dimora, in attesa del giudizio.