Randagismo e colonie di gatti, difficoltà anche in vari paesi della provincia di Como: azione congiunta del Movimento 5 Stelle regionale e provinciale.
Il problema
Silvia Alberici, coordinatrice provinciale, esplicita il problema. “Tra i Comuni che hanno colonie e per cui le volontarie riferiscono di non avere supporto (se non sterilizzazioni, spesso tardive), ci sono il mio Comune, Solbiate con Cagno, Binago e Valmorea. La situazione è però generale. Una volta che avremo i dati dalla Regione vedremo come procedere. A Como, se ne avremo la possibilità, il Movimento 5 Stelle realizzerà un gattile moderno. Associazioni e volontari ovviamente sono sempre indispensabili, ma, le strutture devono essere, come nel caso dei canili, a gestione comunale”.
Interrogazione regionale
“Ho depositato un’interrogazione regionale per sollecitare interventi più articolati ed efficaci di gestione del randagismo felino – dichiara la consigliera regionale Paola Pizzighini – Attualmente Regione si limita a interventi di sterilizzazione, di fatto scaricando sui volontari le difficoltà e i costi di gestione delle colonie di gatti. Come sappiamo il randagismo dovuto all’abbandono degli animali di affezione è un fenomeno che deriva in gran parte da comportamenti contrari alla legge. L’ordinamento regionale contiene un Piano di interventi in materia di educazione sanitaria e zoofila, che comprende anche misure di prevenzione e gestione del randagismo. Ottimi principi che però restano sulla carta, dato che poi all’atto pratico si procede con le sterilizzazioni, tardive e insufficienti, e ben poco altro. Di fatto sono i volontari e le volontarie che si occupano delle colonie feline, in termini di approvvigionamento alimentare e di costose cure veterinarie, spesso sentendosi come abbandonati dalle istituzioni”.
La proposta di interventi
“Con la mia interrogazione sollecito Regione a un maggiore impegno, dato che il randagismo comporta conseguenze negative in termini igienici, sanitari, di degrado e di disagi per i residenti. Gli Enti competenti quali Regione, i Comuni e le Ats devono programmare interventi articolati di presa in carico delle colonie feline, educazione zoofila, servizi veterinari. C’è poi il tema dell’insufficiente numero di gattili pubblici: è necessario ampliare l’offerta di questo tipo di servizi, per rendere praticabile un’alternativa alle colonie che tuteli il benessere animale e le condizioni igieniche, sanando le situazioni di degrado”.
L’esigenza di strutture adeguate
Silvia Alberici, coordinatrice M5S in provincia di Como, aggiunge: “Ringrazio la consigliera regionale Paola Pizzighini per aver accolto e veicolato le sollecitazioni provenienti dal territorio. Ho ricevuto numerose segnalazioni di cittadine, che da anni si occupano della sopravvivenza delle colonie feline e quindi dei gatti randagi nella provincia di Como. Le ho incontrate di persona e ho ascoltato la loro esperienza fatta di difficoltà pratiche e sacrifici, anche economici, per dare una possibilità di vita a questi gatti senza una casa. Credo sia ingiusto che operino perlopiù nell’indifferenza di Ats e dei sindaci (primi responsabili della salute pubblica umana e animale, nel proprio ambito comunale). Così come per il fenomeno del randagismo canino, anche per quello felino (i gatti non sono esseri di serie B), servono strutture adeguate: sicure, moderne e attrezzate. Sul territorio esistono già realtà di questo tipo, che possono essere d’esempio: Gattaland a Gallarate, Mondo Gatto a Milano oppure il Gattile di Monza. Fra le proposte che presenteremo, in vista delle Elezioni amministrative del 2027 a Como, c’è la realizzazione di un gattile a gestione comunale che, anche con il supporto di volontari e associazioni, possa prendersi cura dei gatti randagi del territorio”.