Fiom Cgil e Fim Cisl, congiuntamente, chiedono risposte per lavoratrici e lavoratori della Dongo Casting.
La crisi
Salvatore Medici (Fiom Cgil di Como) e Gennaro Aloisio (Fim Cisl dei Laghi) sono categorici: “A seguito dell’ennesimo rinvio da parte del Tribunale di Como sull’esprimersi della procedura di Composizione Negoziata della Crisi richiesta da Dongo Casting per il tramite dei propri consulenti, Fiom Cgil di Como e Fim Cisl dei Laghi chiedono velocemente che si chiarisca il futuro immediato delle lavoratrici e lavoratori di questa storica realtà industriale dell’Alto Lario”.
“Situazione assurda”
“Le lavoratrici e i lavoratori hanno visto terminare la fruizione della Cigs l’11 maggio scorso e da allora si trovano in sospensione lavorativa e salariale. Negli ultimi 18 mesi la proprietà ha disatteso completamente tutte le promesse fatte in nei tavoli sindacali e istituzionali convocati nel tempo. Si è sempre parlato di un rilancio di Dongo Casting attraverso nuovi piani industriali, che però venivano modificati a ogni incontro, ma non sono mai presi impegni precisi su versamenti di capitale necessari per riavviare le produzioni. Siamo quindi nella condizione in cui l’unico modo per proteggere le persone è farle licenziare! Tutto questo è assurdo!”.
Le richieste di Fiom Cgil e Fim Cisl
Dall’incontro del 19 giugno ad oggi nulla di fatto. Da qui le pressanti richieste delle organizzazioni sindacali. “Niente si è mosso formalmente. Le lavoratrici d i lavoratori non percepiscono un euro dal mese di maggio. Fiom Cgil di Como e Fim Cisl dei Laghi chiedono con forza che la proprietà non perda più tempo, e finalmente, faccia qualcosa davvero per le persone, che a parole, ha sempre detto di voler tutelare prima di ogni altra cosa! Chiedono con forza che le istituzioni locali, la Provincia e i partiti politici di ogni schieramento, facciano la loro parte per sensibilizzare la proprietà sulla necessità di fare in fretta, e che si impegnino qualora ci siano licenziamenti a fare ogni sforzo possibile per il ricollocamento delle lavoratrici e dei lavoratori in un’area di territorio provinciale in forte trasformazione economica e sociale”.