Un dipinto dell’artista Anna Catalano è diventato il simbolo del settimo Festival della musica classica di Vieste.
Un dipinto di Catalano al Festival della musica classica
«Cristalda e Pizzomunno: un amore infinito», è questo il titolo dell’opera che è stata inaugurata giovedì 9 luglio. Il dipinto prende ispirazione dalla celebre leggenda che da secoli accompagna la storia della cittadina, trasformando il celebre monolite affacciato sul mare nel simbolo di un amore destinato a sfidare il tempo.
«Dal primo momento in cui ne ho sentito parlare dall’amico Antonello D’Onofrio (il direttore artistico del Festival, ndr), sono stata affascinata dalla vicenda di questo amore contrastato dalla gelosia malvagia delle sirene, ma che nel contempo diviene il simbolo di Vieste e dell’amore puro, senza limiti di spazio e di tempo – ha raccontato l’artista, che per oltre 40 anni ha vissuto a Mariano Comense, mentre ora è residente nella vicina Arosio – Ho voluto rappresentare, nel mio dipinto ad olio, la tenerezza dell’incontro d’amore dei due amanti che si ritrovano ogni cento anni, la notte del 15 agosto. Un ulteriore valore simbolico alla scena è dato dalla rappresentazione dello scambio musicale tra Italia e Giappone, che caratterizza il panorama musicale dell’edizione 2026, con un omaggio pittorico al maggiore artista giapponese vissuto tra il 700 e 800: Katsushika Hokusai. La sua Grande Onda, riesce ad essere la sintesi tra il mare di Vieste, riconoscibile nella piccola cittadina illuminata dai riflessi lunari e lo scoglio che intrappola Pizzomunno mentre prende vita tra le braccia della sua splendida amata sirena Cristalda».
Quest’opera, inoltre, è entrata a far parte del nono volume della Storia dell’arte italiana. Un riconoscimento che testimonia il percorso artistico di Anna Catalano e offre ulteriore visibilità a un dipinto nato per celebrare una delle storie più rappresentative della tradizione di Vieste.
