Lutto

Addio a Carlo Faverio: una vita per la Pallavolo Olgiate

Imprenditore, rotariano, punto di riferimento negli anni spesi guidando la Consulta dello sport.

Addio a Carlo Faverio: una vita per la Pallavolo Olgiate

Addio a Carlo Faverio: vero e proprio punto di riferimento per lo sport a Olgiate Comasco e non solo, dal 1973 impegnato con la Pallavolo Olgiate.

La passione per lo sport, conquistato dalla pallavolo

Appassionato, focalizzato sul settore giovanile e sulle ambizioni delle prime squadre di volley non solo a Olgiate Comasco  – arrivando sino alla B1 maschile – ma anche col progetto Yaka Volley, sinergico tra Olgiate Comasco, Cagno e Malnate e sublimato con la promozione in A3. Di più: sportivo a tutto tondo, al punto da mettersi al servizio della Consulta dello sport nel ruolo di presidente.

La festa promozione, del progetto Yaka Volley con Faverio felicissimo per la conquista della A3
La festa promozione, del progetto Yaka Volley con Faverio felicissimo per la conquista della A3

L’addio

Carlo Faverio è scomparso oggi, martedì 14 luglio, a 75 anni. Imprenditore, rotariano, profondamente sportivo. Il  suo impegno nella pallavolo ebbe origine il 15 settembre 1973. “Io e Angelo Lamperti entrammo nel Gruppo sportivo Olgiatese – aveva raccontato al Giornale di Olgiate – Da ultimi arrivati, il presidente Ferdinando Vergine disse che toccava a noi “mettere in piedi” la squadra di pallavolo…”. E così è stato. Una storia bellissima, che dura da 53 anni. Giovedì 16 luglio, alle 9.30 nella chiesa parrocchiale di Olgiate Comasco, la celebrazione del funerale.

Il ricordo del sindaco

Parole commosse dal sindaco Simone Moretti, ricordando Carlo Faverio: “Oggi ci lascia un grande uomo di sport, ma soprattutto una persona che ha dedicato una parte importante della propria vita agli altri, con passione, competenza e una determinazione fuori dal comune. Ci sono persone che, con il loro esempio, riescono a cambiare una comunità. Ecco Carlo Faverio è stato una di queste. Carlo Faverio, il presidente, l’amico, il cuor contento sempre positivo di fronte alle difficoltà è “salito ai piani alti”, lasciando un vuoto immenso ma, al tempo stesso, consegnando alla sua comunità olgiatese ma non solo, un’eredità umana e sportiva che il tempo non potrà scalfire. Il suo viaggio nella Pallavolo Olgiate 1996 non è stato semplicemente la storia di un dirigente sportivo; è stato il racconto di un uomo che ha usato un pallone per insegnare a vivere, nel rispetto delle regole della disciplina, ma anche e soprattutto profondamente generoso, capace di vedere il potenziale umano prima ancora di quello atletico”.