Difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia, aumento del costo della vita e di conseguenza la denatalità sono fenomeni che nella quotidianità di molte persone hanno la stessa radice: la crescente difficoltà di costruire un equilibrio tra lavoro, cura e progetto familiare. Per questo misure come Nidi Gratis Plus rappresentano un contributo economico e uno sono uno strumento che può aiutare le persone a costruire con maggiore serenità i propri progetti di vita.
Nidi Gratis Plus confermato anche per il 2026-2027: l’appello dei sindacati ai Comuni
Anche per l’anno educativo 2026-2027 la misura è stata confermata. Potranno beneficiarne tutte le famiglie con un ISEE fino a 25.000 euro, e rispetto agli anni precedenti, sono state introdotte alcune semplificazioni che consentiranno a un numero maggiore di nuclei di accedere al contributo. Si tratta di un intervento che aiuta concretamente le famiglie a sostenere il costo dei servizi educativi per la prima infanzia, e rappresenta un supporto importante per chi ogni giorno deve conciliare lavoro e cura dei figli.
L’appello dei sindacati ai Comuni
Per questa ragione CGIL Como, CISL dei Laghi e UIL Lario si sono rivolte alle amministrazioni comunali, richiamando l’attenzione su questa misura invitando gli enti a valorizzare pienamente risorse già disponibili.
“Investire nei servizi educativi significa infatti rafforzare il welfare locale, sostenere il lavoro, in particolare per le donne e offrire una risposta concreta a bisogni che riguardano un numero crescente di persone. Un posto al nido non è soltanto un servizio educativo, per molti genitori significa poter mantenere un’occupazione, cercarne una nuova o organizzare in modo più sostenibile la vita familiare – si legge nella nota diramata dai sindacati – Per un bambino/a significa iniziare un percorso educativo in una fase fondamentale della crescita. È per questo che parlare di asili nido significa parlare di politiche del lavoro, di conciliazione, di inclusione sociale e di futuro del territorio”.
Un investimento per la comunità
“Le politiche per l’infanzia non possono essere considerate una voce di spesa da contenere. Sono uno degli investimenti che incidono maggiormente sulla qualità della vita di una comunità e sulla sua capacità di affrontare le trasformazioni demografiche e sociali che stiamo vivendo”, prosegue la nota.
Per CGIL Como, CISL dei Laghi e UIL Lario è fondamentale che opportunità come questa possano essere garantite in modo il più possibile uniforme e diffuso.
“Il diritto di una famiglia ad accedere a un sostegno non dovrebbe dipendere dal Comune in cui risiede, ma dai suoi bisogni – concludono le tre sigle sindacali – Ridurre le differenze territoriali significa rendere più credibile ed efficace un sistema di welfare vicino alle persone e capace di offrire servizi adeguati in termini quantitativi e qualitativi oltre che a costi sostenibili”.