La storia

Travolti da un’auto in Grecia, vivi per miracolo

Elisa Libralon è stata operata d’urgenza a una gamba, rimasta schiacciata nel terribile impatto.

Travolti da un’auto in Grecia, vivi per miracolo

Travolti da un’auto mentre erano in sella al loro scooter, vivi per miracolo.

Travolti da un’auto in Grecia

Una volta superati dolore e paura, del grave schianto con un’automobile che li ha travolti in Grecia – ad Antiparos, nell’arcipelago delle Cicladi – sono rimaste due cose: la convinzione di essere stati fortunati e la grande generosità di un gruppo di ragazzi del tutto sconosciuti. Hanno vissuto momenti di terrore Elisa Libralon, 34 anni, e Mattia Baitieri, 37 anni, di Oltrona di San Mamette. Arrivati sull’isola greca lo scorso 3 agosto hanno potuto godere del bellissimo mare soltanto per un giorno. “Martedì 4 agosto, intorno alle 18.30, stavamo facendo ritorno dalla spiaggia in motorino, alla guida c’era Mattia. Procedevamo in tutta tranquillità sulla nostra carreggiata quando, in direzione opposta, è sopraggiunta un’automobile che ci ha travolti – ha raccontato Elisa dall’ospedale di Thriasio, alla periferia di Atene, dove è stata ricoverata in queste settimane prima di far ritorno a casa mercoledì 19 agosto – Non ho compreso subito la gravità dell’accaduto perché il dolore è stato molto forte, ma l’adrenalina del momento non mi ha permesso di avere la giusta percezione. Il peggio è venuto dopo”

Provvidenziale l’intervento del compagno

.Ad accorgersi invece della situazione è stato il compagno di Elisa: “Ho visto le condizioni della sua gamba, come fosse “esplosa”: praticamente è rimasta schiacciata tra l’automobile e il motorino. Perdeva molto sangue e i tessuti erano esposti. La prima cosa che ho fatto, d’istinto, è stata quella di legarle stretto a monte un pareo. Poi ho avuto un piccolo mancamento”. Elisa, sempre cosciente, è stata caricata sull’ambulanza e portata in traghetto alla vicina isola di Paros dove nell’unico piccolo ospedale ha ricevuto le prime medicazioni e le sono state somministrate sacche di plasma e sangue. Poi, nella notte, il trasporto in elicottero all’ospedale ateniese.
“Lì, intorno alle 2, dopo ulteriori esami, mi hanno operato, cercando di ricostruire i tessuti e “ingabbiandomi” la gamba con dei ferri esterni. A lato mi hanno poi lasciato un drenaggio perché ho ancora una parte esposta. In Italia dovrò subire un ulteriore intervento per inserire i ferri nell’osso ed effettuare un trapianto di pelle”.
Anche Mattia porta ancora i segni dello schianto. “Mi hanno fatto immediatamente le lastre in ospedale e non ho nulla di rotto. Indosso un tutore al braccio e ho varie ecchimosi. Devo però dire che, nonostante sia stato tutto molto traumatico, siamo consapevoli che la fortuna ci ha assistiti: poteva andare molto peggio. Il giovane alla guida dell’auto andava piano ed è stato distratto da qualcosa, dato che ho notato che aveva il volto girato verso il lato del passeggero quando ci ha travolti. Fosse andato più veloce, forse sarebbe stato ancora peggio”.

Il rientro in italia

Ora, finalmente a casa, li attendono giorni di ripresa e di visite in ospedale. “Siamo sereni: ci prendiamo il tempo che servirà a guarire completamente. Quando in Grecia ci hanno detto che Elisa non aveva tendini o legamenti lesionati in maniera permanente e che avrebbe ripreso la normale mobilità è come se ci avessero regalato un nuovo inizio”.
Anche a livello burocratico, la fatica dei primi giorni è stata superata grazie all’appoggio del Consolato italiano: “Abbiamo ricevuto sostegno nella scelta di un avvocato, in modo da poter comprendere appieno tutta la documentazione e ricevere il giusto trattamento, perché episodi come questo si discutono a livello penale”.

La raccolta fondi

C’è però un altro aspetto che Elisa e Mattia tengono a sottolineare: la grande generosità di un gruppo composto da cinque ragazze e un ragazzo inglesi che, senza conoscerli e in modo del tutto spontaneo, sono stati loro vicini nel drammatico momento dell’incidente. “Ci hanno assistito fin dal primo istante. Si sono fermati per aiutare e non, come tanti avrebbero fatto, per curiosare. Mi hanno tenuta cosciente e mi hanno incoraggiata, tranquillizzandomi. Due di loro hanno fatto lo stesso con Mattia e altri due hanno iniziato a raccogliere informazioni sullo schianto, scattando immagini dell’impatto e testimoniando con la Polizia. Sono state fondamentali per noi. Si è creato un bel legame e ogni giorno ci chiamano. Siamo commossi e non finiremo mai di ringraziarli”, chiude Elisa.