Piazza San Fedele, a Como, si è colorata e animata con le comunità ucraine del territorio comasco e anche con partecipazione dal Canton Ticino per festeggiare i 35 anni di indipendenza dell’Ucraina.
L’anniversario

Manifestazione organizzata ieri, domenica 23 agosto, nell’imminenza dell’anniversario che ricorre il 24 agosto: data in cui l’Ucraina ricorda l’indipendenza ottenuta nel 1991. Iniziativa condivisa dalla Chiesa greco cattolica Ucraina di Como, Fondazione Migrantes e Comune di Como. Parole, canti, letteratura, musica, danza, bandiere gialloblù e cartelli per esplicitare la valenza della propria identità e della libertà.
La festa


Alla Petrenko, coordinatrice della manifestazione, ha presentato e introdotto i vari interventi di persone ucraine e italiane che hanno portato la propria testimonianza sia sull’importanza di sottolineare il valore della libertà che sulle molteplici attività umanitarie organizzate sul territorio lariano a sostegno della popolazione civile ucraina. Bimbi, donne e uomini da più di quattro anni oppressa dalla guerra. Tra i gruppi di volontariato presenti alla manifestazione in piazza San Fedele, Frontiere di Pace di Villa Guardia, Sos Emergenza Ucraina di Cantù e il gruppo di Civiglio.
Le testimonianze

Nelle parole di Alla Petrenko e dei vari interventi ucraini, il ringraziamento “per l’accoglienza sul territorio comasco, per il valore umano della solidarietà, per chi difende la libertà del nostro Paese. Grazie a chi ci aiuta a pronunciare ancora con orgoglio la parola indipendenza”.

Maryna Osadchuk, mamma ucraina di 37 anni, da un paio di mesi si è trasferita a Tremezzo. Originaria della regione di Kyiv, sposata con un italiano, ci ha affidato la sua riflessione sull’attualità ucraina, sull’oppressione causata dall’invasione russa su larga scala: “Purtroppo penso che la guerra durerà a lungo. Noi ucraini conosciamo cosa significa l’attesa, nella nostra storia abbiamo passato tanti momenti aspettando finalmente di essere liberi. I miei familiari in Ucraina sono esausti: potete immaginare se ogni giorno il telegiornale vi dice quanti morti ci sono – soprattutto bambini – la distruzione in tutto il Paese o l’inverno senza riscaldamento… Possiamo sopportare, perché lo spirito è alto, ma è dura. Io ringrazio sempre chi dà supporto alla nostra difesa: purtroppo, sia che lo desideri o no, non puoi difenderti dal tuo nemico con un palloncino… Servono strumenti adeguati. Siamo tenaci: non abbiamo altra scelta. Tutti i miei parenti mi dicono che ognuno, in Ucraina, ha iniziato ad apprezzare ogni singolo momento della vita: un caffè o un té condiviso con i propri cari, la gioia è nelle cose semplici”.
Il valore di stare tra la gente
“Questo evento serve innanzitutto a noi – continua Maryna – La comunità che si unisce e si trova insieme preserva la sua lingua. Poi è importante manifestare perché ci permette di mostrare i nostri talenti agli italiani che ci hanno accolto e così esprimiamo il nostro ringraziamento”.