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Il Comune saluta l’architetto dopo quattordici anni di servizio

A Orsenigo da fine novembre l'architetto Petronio saluta il Comune

Il Comune saluta l’architetto dopo quattordici anni di servizio

Il Comune di Orsenigo saluta l’architetto Matteo Petronio: a fine novembre andrà in pensione dopo 14 anni in ufficio Tecnico.

Aveva iniziato nel 2012

Il professionista di Erba, 67 anni, aveva infatti preso incarico di responsabile dell’ufficio Tecnico di Orsenigo nel 2012, durante il primo mandato del sindaco Mario Chiavenna. Prima un incarico al Comune di Como nella gestione di urbanistica e patrimonio. «Ho lavorato come insegnante per dieci anni all’Istituto Tecnico Giuseppe Bovara, a Lecco – spiega Petronio – Poi ho lavorato per un lungo periodo per il Comune di Como e dal 2012 sono qua a Orsenigo. A Como mi occupavo di gestione di urbanistica e patrimonio, mentre qua ho sempre seguito l’area tecnica con l’edilizia, il Pgt, urbanistica, lavori pubblici e patrimonio. A Como il mio ambito lavorativo era più patrimoniale; in questo caso, in un Comune più piccolo, il lavoro è a 360 gradi. E’ un po’ diverso ma certamente non meno impegnativo: nonostante Orsenigo sia una piccola realtà rispetto a Como, anche qui ci sono problematiche di uguale importanza e con le proprie difficoltà di gestione. In particolare – sottolinea – confrontarmi con una realtà più piccola come Orsenigo ho avuto modo di crescere molto a livello professionale. E’ stato importante fare interagire le diverse argomentazioni e i diversi professionisti, e questo mi ha portato a maturare molto a livello professionale».

Importante è stato mantenere una collaborazione positiva con sindaci e amministratori. «A Orsenigo ho trovato una grande trasparenza nell’azione amministrativa: per questo devo ringraziare le Amministrazioni che si sono avvicendate – aggiunge Petronio – Le sinergie positive con sindaci e assessori hanno permesso di portare a compimento tante procedure complesse, ma con grande efficacia. E con onestà intellettuale si riesce a configurare le soluzioni più congrue nell’interesse del cittadino e del territorio, e a livello giuridico. Con questa collaborazione positiva sono state portate a termine tante opere importanti e trovate soluzioni importanti per il territorio. Sono soddisfatto per questo risultato, raggiunto proprio grazie anche a colleghi e Amministrazioni che mi hanno seguito, anche nei periodi bui. Il lavoro di eccellenza si fa in squadra: da soli non si arriva da nessuna parte, ci vogliono condivisione, critica e confronto».
E dopo quattordici anni al servizio del territorio, dal 1° dicembre l’architetto Petronio si godrà il meritato riposo. «Mi dispiace: sicuramente il lavoro mi mancherà – ancora Petronio – Non nascondo che non mi mancherà la sempre maggiore complessità delle norme: è sempre più difficile interpretarle e trovare le giuste soluzioni. In tante occasioni la giurisprudenza ha portato a qualche difficoltà con le norme sempre più complesse. Ma ho sempre lavorato per passione e mai solo per dovere, senza mai venire meno alle richieste della gente e con sensibilità sul territorio. Penso non debbano mai mancare. Con il pensionamento mi dedicherò sicuramente alla lettura, alla manualità, oltre che alla mia famiglia». Infine un ringraziamento alle tante persone con cui negli anni ha collaborato positivamente. «Devo ringraziare tutti: i comportamenti di eccellenza e trasparenza hanno permesso sempre di trovare le soluzioni adeguate e dare risposte ai cittadini e al territorio».
A congedare e ringraziare il professionista anche l’Amministrazione per bocca del sindaco Maddalena Pinti : «Ringraziamo l’architetto Petronio per la lunga esperienza professionale e continuativa nel nostro Comune. Mi piace riassumere la sua modalità di lavoro con una frase che diceva spesso: “Quando lavoro indosso la maglia dell’Orsenigo”: indica il lavoro di squadra portato avanti per tanti anni con spirito di appartenenza, lealtà e la consapevolezza che l’obbiettivo è il bene comune, mettendo a disposizione competenze ed energie a servizio del paese e della comunità».