Una vita lunga un secolo attraversata dal lavoro, dalla fede, dalla famiglia e da quella semplicità che, ancora oggi, la contraddistingue: Vittoria Molteni ha compiuto 100 anni domenica 30 agosto, festeggiando l’importante traguardo insieme ai familiari a Monguzzo, paese dove vive dal 1988.
Una vita dedicata al lavoro
Nata ad Alzate Brianza nel 1926, Vittoria è figlia di Francesco Molteni, falegname e di Maria Pontiggia, sarta. Dopo aver frequentato la scuola elementare avrebbe voluto continuare gli studi perché amava particolarmente italiano, storia e geografia. La famiglia, però, aveva bisogno di lei a casa. Tuttavia, Vittoria ha insistito così tanto che la madre decise di farle ripetere la quinta elementare.
Successivamente, Vittoria iniziò a lavorare in una tessitura ad Alzate Brianza. Nel 1955 si sposò con Pierino Bosisio e si trasferì a Mirovano, frazione di Alzate, dove il marito gestiva una fabbrica di mobili insieme al fratello Carlo. Nel 1988, dopo la chiusura dell’azienda, la famiglia si trasferì a Monguzzo.
Il lavoro, però, non è mai venuto meno: Vittoria, infatti, continuò a contribuire alla famiglia lavorando da casa. Per un setificio di Como confezionava migliaia di cravatte: il materiale arrivava con il corriere e lei lo lavorava tra la gestione della casa e la cura dei figli. Quando questo tipo di produzione iniziò a diminuire, riprese l’esperienza imparata dalla madre e diventò sarta. Cuciva, sistemava e consegnava personalmente gli abiti, spostandosi anche in motorino: una passione, quella per il lavoro, che l’ha accompagnata fino a pochi anni fa.
«Nostra madre è una persona semplice, di poche parole, di sani principi e che ha una grande capacità di sapersi accontentare e adattarsi alle situazioni – raccontano i figli Tiziana e Giuseppe – È una donna di grande fede: ancora oggi segue la Messa e poi il Rosario di Lourdes alle 11. Finché le gambe glielo hanno permesso, andava in chiesa tutti i giorni. Oggi, invece, don Alfonso viene periodicamente a trovarla per pregare insieme. Inoltre, accanto al lavoro, si dedicava ai fiori, al giardino e amava tanto gli animali: ha avuto un gatto di nome India per ben 19 anni. In più, legge molto giornali e riviste».
Alla festa per i 100 anni erano presenti i familiari e anche il vicesindaco Elisabetta Mauri, in rappresentanza del Comune, che ha donato un grande mazzo di fiori.
Oggi Vittoria può contare sull’affetto dei figli Tiziana e Giuseppe, del genero Fabrizio e dei nipoti Andrea con Valeria, Valentina con Matteo e Jacopo con Giada, oltre al pronipote Victor: la famiglia conserva anche un piccolo quaderno con frasi e pensieri scelti per accompagnare gli auguri di festività e ricorrenze familiari. Una frase, in particolare, è rimasta impressa ai suoi cari: «Con la fede si combattono tutte le vicissitudini della vita».
Forse è proprio qui dove i figli intravedono il segreto della sua longevità: «Non ha mai avuto eccessi, ha sempre lavorato tanto e con passione. Per lei il lavoro non era soltanto un guadagno, ma era la soddisfazione di vedere un vestito recuperato, aggiustato e nuovamente utilizzabile».
Poi c’è il ricordo più importante, quello che la famiglia vuole affidare alle parole: «Mamma è sempre stata con noi, con il suo impegno, il suo esempio, la sua forza e il suo sacrificio. C’è sempre stata nei momenti belli, ma soprattutto in quelli più faticosi. Per questo noi non dimentichiamo, e non dimenticheremo, le mani che si sono prese cura di noi».