Non solo un obbligo da assolvere, ma un incontro da costruire. È questa la prospettiva con cui il Collocamento Mirato della Provincia di Como lavora ogni giorno per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e che è stata riconosciuta domenica mattina a Cantù, dove la cooperativa sociale In Cammino ha assegnato al Servizio il Premio Canturino per l’Impegno nel Sociale.
Il riconoscimento, dedicato quest’anno ai diritti delle persone con disabilità e in particolare al diritto al lavoro, è stato consegnato nel corso della Festa di In Cammino al Parco del Bersagliere, alla presenza del Presidente della Provincia di Como, del Direttore del Settore Lavoro e della Responsabile del Collocamento Mirato.
Il premio porta l’attenzione su un’attività che spesso rimane lontana dai riflettori, ma che ha un ruolo decisivo nel rendere concreto il diritto al lavoro: conoscere le persone, comprenderne competenze e bisogni, conoscere le aziende e le loro esigenze e lavorare per trovare il punto di incontro più adatto.
Le parole del Presidente Bongiasca
«Questo riconoscimento dà visibilità a un lavoro che spesso rimane dietro le quinte: quello di chi ogni giorno ascolta, orienta, accompagna e cerca di abbattere ostacoli che spesso nemmeno vediamo – sottolinea Fiorenzo Bongiasca, Presidente della Provincia di Como – Il Collocamento Mirato non si limita a rispondere a un obbligo, ma lavora perché l’incontro tra una persona e un’impresa possa trasformarsi in una vera opportunità. È un lavoro fatto di competenze, relazioni e attenzione alle persone, e per questo il premio di In Cammino ha per noi un valore particolare. È un riconoscimento che vogliamo condividere con tutto il personale del Servizio e con le tante aziende e realtà del territorio che scelgono di investire concretamente nell’inclusione».
La rete provinciale
La costruzione di questi percorsi passa, infatti, dalla capacità di fare rete. Il Collocamento Mirato coordina la rete provinciale legata al lavoro per persone con disabilità, alla quale partecipano soggetti diversi, dalle istituzioni agli enti accreditati, dalle cooperative sociali alle organizzazioni che operano nel mondo del lavoro e dell’inclusione. L’obiettivo è mettere in comune competenze e strumenti per ampliare le possibilità di inserimento e accompagnamento delle persone con disabilità. La rete viene inoltre costantemente aggiornata e ampliata attraverso nuove adesioni.
«L’inclusione lavorativa non si costruisce da soli. Richiede una rete capace di mettere insieme competenze, punti di vista e responsabilità diverse – spiega Fabio Chindamo, Dirigente del Settore Lavoro della Provincia di Como – Il Collocamento Mirato fa anche questo: costruisce relazioni con imprese, cooperative, enti e servizi del territorio e lavora perché queste relazioni possano trasformarsi in opportunità concrete. Investire sulla rete significa ampliare le possibilità di incontro tra persone e imprese e, soprattutto, avere più strumenti per trovare risposte adeguate alle diverse situazioni».
Le convenzioni ex articolo 14
Tra gli strumenti attraverso i quali questa collaborazione si concretizza ci sono le convenzioni previste dall’ex articolo 14 del decreto legislativo 276/2003, che permettono alle imprese di affidare una commessa a una cooperativa sociale di tipo B, che assume persone con disabilità. In questo modo l’impresa può adempiere, entro i limiti previsti dalla normativa, ai propri obblighi occupazionali, mentre la cooperativa offre un’opportunità di lavoro alla persona.
Negli ultimi anni il ricorso a questo strumento è cresciuto: secondo i dati del Collocamento Mirato, le nuove convenzioni sono passate dalle 7 del 2022 alle 17 del 2025; nel 2026 sono già 16 quelle sottoscritte al 31 agosto, per un totale di 56 convenzioni attive.
Nuove opportunità
Ma a cambiare non sono soltanto i numeri. Si sono ampliate anche le tipologie di attività nelle quali possono essere costruiti percorsi di inserimento: accanto ad ambiti più tradizionali, come le pulizie e la manutenzione del verde, sono oggi presenti opportunità nella reception, nei servizi digitali e nei servizi di welfare aziendale. Le cooperative possono inoltre mettere a disposizione un tutor che accompagna la persona nel percorso di inserimento.
«Per noi il risultato non è semplicemente arrivare a un’assunzione – evidenzia Marianna Pappalardo, Responsabile del Collocamento Mirato della Provincia di Como – Il punto di partenza è la persona: conoscerne competenze, caratteristiche e bisogni e capire quale contesto lavorativo possa permetterle di esprimersi e sentirsi realizzata. Allo stesso tempo, dobbiamo conoscere l’azienda, le sue esigenze e le caratteristiche della posizione. Il nostro lavoro è proprio costruire questo incontro, perché un inserimento funziona davvero quando la persona trova un’opportunità nella quale può portare valore e l’impresa trova una risorsa che può crescere e contribuire».
Il significato
È in questa ricerca di equilibrio tra persona e impresa che si trova il significato più profondo del collocamento mirato: non limitarsi a individuare un posto da occupare, ma creare le condizioni perché un inserimento possa diventare un’esperienza di lavoro capace di generare valore per chi viene assunto, per l’azienda e, più in generale, per il territorio.
Il premio di In Cammino riconosce così non soltanto l’attività di un servizio, ma un metodo di lavoro fondato sulla presa in carico delle persone, sulla collaborazione con le imprese e sulla capacità della rete territoriale di costruire insieme nuove opportunità.