E’ in programma un calendario di iniziative ideato dal Ramo ETS delle Suore Ospedaliere dedicato alle persone che vivono con la malattia di Alzheimer e con altre forme di demenza, delle loro famiglie e di tutti coloro che quotidianamente se ne prendono cura. Una sarà ospitata nella sede di Albese con Cassano.
Arte, Movimento e Relazione all’Alzheimer Fest
In particolare il 27 settembre la Casa Villa San Benedetto Menni sarà presente all’Alzheimer Fest a San Fermo della Battaglia, in collaborazione con ASST Lariana, con una proposta dedicata all’espressione artistica, al corpo e alla relazione. Tra le iniziative sarà presentata la mostra “Il linguaggio del silenzio”, curata dall’arteterapista Zaira Ruberto. La mostra nasce da un’esperienza semplice e profonda: la possibilità di creare, insieme a un gruppo di persone anziane, uno spazio di pace, espressione e relazione. Attraverso le opere e il percorso proposto, l’arte diventa uno strumento capace di dare forma a emozioni, vissuti e comunicazioni che non sempre trovano spazio nelle parole. Durante la mostra sarà inoltre possibile partecipare a un laboratorio di Arte Terapia dedicato ai caregiver, pensato come occasione di espressione, ascolto e condivisione.
Accanto all’arte, la Casa proporrà anche un’esperienza di Danzaterapia, condotta dalla danzaterapeuta Camilla Beatrice Viscito secondo la metodologia della Danzaterapia Clinica e rivolta alle persone con Alzheimer e ai loro caregiver. Attraverso il movimento, il corpo, lo spazio e la relazione, il laboratorio offrirà la possibilità di sperimentare concretamente il valore della dimensione corporea e non verbale. Un linguaggio che può continuare a esistere anche quando le parole diventano più difficili, diventando strumento di incontro, partecipazione e comunicazione.
Le iniziative di settembre rappresentano espressioni diverse di un medesimo impegno: riconoscere e valorizzare la persona oltre la malattia. Il mese di settembre diventa così un’occasione per incontrarsi, conoscere, sperimentare e riflettere insieme, per contribuire a una società in cui la demenza non sia vissuta soltanto attraverso la lente della malattia, ma anche attraverso quella della persona, della relazione e della possibilità di continuare a vivere esperienze significative insieme agli altri.