Una lunga lettera firmata dalle organizzazioni sindacali Federdistat VVF, CGIL VVF, UIL-FP VVF e FNSCISL per sottolineare criticità operative e organizzative del Comando dei Vigili del fuoco di Como, chiedere il potenziamento del soccorso sul lago e il riordino delle priorità dell’Amministrazione. Questo quanto è stato inviato nei giorni scorsi al Prefetto di Como Corrado Conforto Galli, al Direttore Regionale dei Vigili del fuoco, Fabrizio Piccinini e al Comandante Provinciale dei Vigili del fuoco di Como, Antonio Pugliano.
La missiva dei sindacati
“Le scriventi Organizzazioni Sindacali ritengono ormai necessario rappresentare una situazione che non costituisce più soltanto motivo di preoccupazione delle rappresentanze dei lavoratori. Tra il personale del Comando è sempre più diffusa la percezione di una sproporzione tra l’attenzione dedicata alla presenza pubblica, agli eventi, alle iniziative esterne e alla comunicazione d’immagine del Comando e quella riservata alla soluzione delle problematiche operative che incidono quotidianamente sul lavoro dei Vigili del Fuoco e, soprattutto, sull’efficienza del soccorso Non intendiamo contestare la partecipazione del Corpo alle iniziative pubbliche. Né intendiamo mettere in discussione progetti rivolti alle categorie fragili e alle persone con disabilità, le cui finalità sono certamente meritorie e pienamente coerenti con la funzione sociale del Corpo Nazionale”.
“Il problema è un altro. Quando l’esposizione pubblica, gli eventi e la comunicazione diventano una componente così evidente dell’attività di un Comando, è legittimo che il personale si domandi se la medesima determinazione venga impiegata per affrontare ciò che accade quotidianamente dentro le sedi operative. Perché mentre all’esterno si comunica, all’interno rimangono problemi che attendono risposte. Una sala operativa provinciale sulla quale sono state denunciate gravi criticità. Un organico operativo che, con numeri estremamente ridotti, deve garantire contemporaneamente il soccorso terrestre e quello acquatico. Mezzi nautici che vengono ritenuti dagli operatori non più adeguati alle caratteristiche e alle esigenze del Lago di Como. Problemi organizzativi che continuano a produrre interventi delle rappresentanze sindacali. Attività formative programmate anche nelle giornate di libero servizio, tanto da rendere necessaria una formale nota sindacale a tutela del riposo e della conciliazione tra vita privata e lavorativa. E persino la questione relativa alla trasmissione telematica delle notizie di reato attraverso il Portale NDR, materia delicatissima per responsabilità, abilitazioni e individuazione del personale incaricato, sulla quale si è già arrivati a due distinti stati di agitazione”.
Il Lago di Como e il soccorso
“A tutto questo si aggiunge quella che riteniamo una delle emergenze organizzative più importanti per il futuro del soccorso nella provincia di Como: il Lago. Non stiamo parlando di un territorio marginale. Stiamo parlando di una delle destinazioni turistiche più conosciute a livello internazionale, interessata ogni anno da milioni di presenze, da una intensissima navigazione pubblica e privata e da una crescita che ha radicalmente modificato le esigenze di sicurezza del territorio. La provincia di Como ha ormai superato i cinque milioni di presenze turistiche annuali. La sola navigazione pubblica del Lago di Como dispone di decine di unità navali e trasporta milioni di passeggeri. A queste cifre devono essere aggiunti i residenti, il diporto privato, i taxi boat, i charter, le attività sportive, le manifestazioni, la navigazione commerciale e tutte le persone che quotidianamente utilizzano il lago”.
“Il Lago di Como non può più essere trattato, sotto il profilo del soccorso, come il lago di venti o trent’anni fa. È cambiato il turismo. È cambiata la quantità di persone presenti. È cambiata la navigazione. È cambiato il valore economico e internazionale del territorio. Sono cambiate inevitabilmente anche la frequenza, la complessità e le aspettative nei confronti del sistema di soccorso. Eppure il ramo di Como continua a non disporre di quel presidio lacustre dei Vigili del Fuoco che riteniamo ormai indispensabile. È questo il punto sul quale chiediamo che l’Amministrazione concentri energie, capacità progettuale e capacità di interlocuzione istituzionale”.
Le priorità dei sindacati
“Se esistono tempo e risorse organizzative per costruire eventi, iniziative pubbliche e attività di comunicazione, devono esistere prima di tutto tempo, energie e determinazione per costruire un sistema di soccorso adeguato a uno dei territori turistici più importanti d’Italia. Non chiediamo meno attenzione alle persone fragili. Non chiediamo meno apertura alla cittadinanza. Non chiediamo ai Vigili del Fuoco di chiudersi nelle caserme. Chiediamo semplicemente di ristabilire l’ordine delle priorità. Prima viene il soccorso. Prima vengono gli uomini e le donne che devono garantirlo”.
“Prima vengono una sala operativa efficiente, un organico sufficiente, mezzi adeguati e un dispositivo lacustre dimensionato sulla realtà del 2026. Poi viene tutto il resto. Perché il prestigio di un Comando non si misura dal numero delle fotografie pubblicate, degli eventi ai quali partecipa o dalla sua esposizione mediatica. Si misura soprattutto dalla capacità di rispondere quando un cittadino chiama il 112 e ha bisogno dei Vigili del Fuoco”.