E’ tuttora in fase di riordino l’archivio storico e culturale patrimonio della famiglia Bosetti Carcano: per un giorno, Villa Carcano apre le porte e lo espone al pubblico.
Emersi documenti fino al 1451
Domani, domenica 11, dalle 15 alle 17 sarà presentato il lavoro archivistico – tuttora in corso, da parte di alcuni archivisti con la vigilanza della Soprintendenza – per il recupero, il riordino e la valorizzazione dei documenti della famiglia. Un archivio che, per il suo grande valore storico, è stato notificato dalla Soprintendenza e che include documenti risalenti fino al 1451.
«L’idea di questo evento per aprire l’archivio privato nasce dai proprietari della villa – spiega l’archivista Alice Valsecchi, che si sta occupando del riordino dei documenti – E in particolare perché Giorgio Bosetti Carcano, proprietario della Villa di Anzano e dell’archivio, ha deciso alcuni anni fa di intraprendere questo riordino. L’archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico e notificato dalla Soprintendenza nel 1970; per iniziativa dei proprietari è stato avviato un primo intervento negli anni Ottanta, non concluso. Dal 2020, insieme ad alcuni colleghi, mi sto occupando del riordino dei documenti che nel frattempo si erano accumulati e disordinati. A oggi, il lavoro non è completo, ma la parte più antica è stata riordinata: dalle origini, con il documento più antico che risale al 1451, e la maggior parte dei documenti, che inizia dal 1500-1600».
Il riordino è stato completato fino ai documenti del 1751. «Era stato fatto già un intervento e abbiamo un enorme volume con l’indice degli atti e i contenuti – aggiunge – Una prima fase è stata proprio di ricostruzione e descrizione dell’archivio. Intanto, dato che il lavoro è ancora lungo, i proprietari della villa hanno manifestato la volontà di vedere i risultati e farli conoscere. Da qui la giornata di domenica 11, con una piccola mostra, con circa quaranta elementi».
Sarà esposta una parte dell’archivio, che in totale consiste in quasi 200 faldoni e 300 registri di documenti, di varietà immensa per estensione cronologica e argomenti. «Per la parte antica – ancora Valsecchi – ci sono carte amministrative e sul patrimonio familiare e strumenti notarili. Nella parte del 1800 si aggiunge tantissima corrispondenza personale, tra membri della famiglia e il quotidiano; lettere sulla casa, sui commerci e sul raccolto». Ritrovamenti interessanti risalgono anche al 1800 con l’interesse della famiglia verso le tecnologie. «Ci sono documenti che riguardano l’attività imprenditoriale con la produzione di vino – prosegue – Ma anche l’interesse sull’elettricità, una novità in quei decenni; lo sviluppo e il brevetto di alcuni accumulatori elettrici a nome di Alessandro Carcano e lo sviluppo di motori: era stato creato un motore inizialmente brevettato per la bici, poi per cui hanno preso contatti con Maserati per svilupparne la tecnologia». I documenti sulla collaborazione con Maserati, parte dell’archivio ancora in riordino, non saranno esposti; ci saranno documenti sulla realizzazione del primissimo motore.
Non solo documenti personali e familiari, ma anche attestazioni che raccontano la storia del paese. «C’è traccia di tutta la gestione colonica e dei nomi dei nonni e dei bisnonni degli anzanesi attuali, che ai tempi dipendevano dalla famiglia Carcano – spiega – Abbiamo trovato un documento del 1500-600 su una lite tra le comunità di Cesana e Carella, allora Comune, adesso non più, per pascolare il bestiame sul monte di Carella. Liti durate diversi secoli, in cui anche la famiglia è rimasta coinvolta in quanto aveva possedimenti sui monti». L’archivio aperto domani sarà quindi un racconto di Anzano, ma anche del territorio, della sua storia e delle sue radici. Sarà aperto dalle 15 alle 17, su prenotazione. Visite con partenza ogni 30 minuti. Prenotazioni: valsecchi.alice@gmail.com; 3397857963.
