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Campioni dello sport in sala consiliare per sensibilizzare sulla sicurezza sulle strade

L'evento si è tenuto venerdì sera in sala consiliare

Campioni dello sport in sala consiliare per sensibilizzare sulla sicurezza sulle strade
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Una serata con i campioni del ciclismo per sensibilizzare sulla sicurezza sulle strade.

Sala consiliare gremita

L’iniziativa si è tenuta venerdì sera a Lurago d’Erba, organizzata dal Comune con l’associazione Io rispetto il ciclista. Obbiettivo è stato promuovere un messaggio forte e condiviso: proteggere chi pedala significa cambiare la cultura della strada.
Una sala civica gremita, tanti appassionati, numerose domande e soprattutto un messaggio chiaro: la sicurezza dei ciclisti deve diventare una priorità concreta per tutti. È questo il significato della serata andata in scena in sala consiliare grazie all’impegno del sindaco Davide Colombo e del vicesindaco Paolo Consonni, in collaborazione con Antonio Cortese, ex ciclista e testimonial dell’associazione Io Rispetto il Ciclista. Un appuntamento di grande valore sociale, che ha riunito campioni del ciclismo, rappresentanti delle istituzioni sportive, giornalisti e cittadini, tutti accomunati dalla volontà di contribuire a rendere le strade più sicure per chi sceglie la bicicletta.

La presenza dei campioni dello sport

A impreziosire la serata, la presenza di ospiti d’eccezione: Maurizio Fondriest, campione del mondo su strada, Giacomo Nizzolo, campione italiano ed europeo, Sara Fiorin, ciclista professionista, Antonio Cortese dell’ Associazione Io Rispetto il Ciclista e Giulia De Maio, giornalista sportiva in rappresentanza delegata di ACCPI. Sono inoltre intervenuti Stefano Pedrinazzi e Arif Messora, in rappresentanza della Federazione Ciclistica Italiana (FCI).
Ad aprire e accompagnare l’incontro è stata la rappresentanza dell’amministrazione comunale, che ha ribadito la volontà di proseguire nel percorso di tutela delle persone che utilizzano la bicicletta. Lurago d’Erba ha già aderito a iniziative importanti come il progetto del metro e mezzo di distanza nel sorpasso dei ciclisti e la realizzazione delle bike lane, strumenti che contribuiscono a richiamare l’attenzione degli automobilisti e a promuovere una convivenza più responsabile tra tutti gli utenti della strada.
Particolarmente apprezzato l’intervento di Maurizio Fondriest, che ha ripercorso le origini dell’associazione illustrandone le finalità e le iniziative intraprese per promuovere una nuova cultura della mobilità comprese le nuove bike lane che sta portando avanti in Trentino. Il messaggio del campione del mondo è andato oltre l’aspetto sportivo: il rispetto di chi pedala non riguarda soltanto gli appassionati di ciclismo, ma chiunque condivida la strada. Una questione di educazione, responsabilità e civiltà, che richiede un cambiamento profondo nel comportamento degli automobilisti e nella percezione stessa della bicicletta.
Cortese ha poi fatto il punto sul lavoro svolto in Lombardia per diffondere il progetto di sicurezza promosso dall’associazione. Grazie al suo impegno e alla collaborazione con le amministrazioni locali, quasi cento Comuni lombardi hanno aderito al progetto, installando migliaia di cartelli salva ciclisti per sensibilizzare gli automobilisti sulla necessità di rispettare chi pedala. “Un risultato significativo, frutto di un lavoro capillare sul territorio, che dimostra come anche un’iniziativa di sensibilizzazione possa diventare uno strumento concreto per raggiungere amministratori, cittadini e comunità locali. I cartelli non risolvono da soli il problema della sicurezza, ma rappresentano un richiamo visibile e costante a una regola fondamentale: sulla strada la vita delle persone viene prima di tutto”, ha commentato.
Di grande rilievo l’intervento di Giacomo Nizzolo, che ha spostato l’attenzione sulla necessità di affiancare alla sensibilizzazione un’attività più incisiva di controllo sulle strade. Il campione ha sottolineato l’importanza di verificare il rispetto delle norme e di applicare le sanzioni previste nei confronti di chi mette in pericolo i ciclisti, in particolare durante i sorpassi effettuati senza lasciare la distanza laterale di sicurezza stabilita dal Codice della strada. Un tema centrale nel dibattito sulla sicurezza: le campagne informative sono indispensabili, ma devono essere accompagnate da controlli efficaci e dal rispetto concreto delle regole. Perché conoscere una norma non basta, se poi non viene applicata.
Preziosa anche la testimonianza di Sara Fiorin, ciclista professionista ancora in attività, che ha portato all’attenzione del pubblico la prospettiva di chi affronta quotidianamente le strade per allenarsi e svolgere la propria attività sportiva. La sua esperienza diretta ha dato voce alle difficoltà che tanti ciclisti incontrano ogni giorno: sorpassi ravvicinati, comportamenti poco prudenti e situazioni che possono trasformare un normale allenamento in un momento di grande pericolo.
La giornalista sportiva Giulia De Maio ha richiamato l’attenzione sui numeri drammatici delle vittime della strada, evidenziando quanto sia urgente affrontare il problema della sicurezza dei ciclisti con serietà e determinazione. Il suo intervento ha posto l’accento sulla responsabilità delle istituzioni nella progettazione di infrastrutture più sicure e accessibili, lanciando un messaggio particolarmente significativo: le strade devono essere progettate per essere sicure anche per un bambino. Un obiettivo che riguarda l’intera società e che invita a ripensare gli spazi urbani mettendo al centro le persone più vulnerabili, affinché muoversi in bicicletta non rappresenti una scelta rischiosa, ma una possibilità accessibile a tutti.
La presenza di Stefano Pedrinazzi e Arif Messora, rappresentanti della Federazione Ciclistica Italiana, ha ulteriormente arricchito il confronto, sottolineando l’importanza della collaborazione tra mondo sportivo, associazioni e istituzioni nella promozione della sicurezza stradale. Il dialogo tra queste realtà rappresenta un passaggio fondamentale per trasformare le iniziative di sensibilizzazione in progetti condivisi e duraturi.
Uno dei momenti più significativi e sorprendenti dell’incontro è stato il collegamento con Paola Gianotti, cofondatrice dell’associazione Io Rispetto il Ciclista. Gianotti è intervenuta per fare il punto sul progetto e ribadire l’importanza di continuare a lavorare insieme per la sicurezza di chi pedala. Nel suo intervento ha voluto inoltre ringraziare Antonio Cortese per l’attività svolta sul territorio, riconoscendone concretamente l’impegno e il ruolo all’interno del gruppo e nominandolo, di fatto, capitano del team. Un riconoscimento che valorizza il lavoro portato avanti in Lombardia, Comune dopo Comune, attraverso incontri, sensibilizzazione e coinvolgimento delle amministrazioni locali.
L’altissima affluenza di pubblico nella sala civica e le numerose domande rivolte agli ospiti hanno confermato quanto il tema sia sentito dalla cittadinanza. La serata si è chiusa con una consapevolezza condivisa: per proteggere i ciclisti servono infrastrutture adeguate, controlli, rispetto delle regole e soprattutto un cambiamento culturale.