Asd Noivoiloro, Lariosoccorso Odv, Eroi per Gioco Odv e Avis Erba hanno presentato la proposta benefica: l’incasso servirà a comprare nuovi letti a movimentazione automatica per gli ospiti della rsa di Erba
Lo scopo: investire nella struttura, ma non alzare le rette
Una produzione nata come saggio è diventata uno spettacolo per la città. Lo scorso 9 ottobre, proprio a Casa Prina, è stato presentato “Sognarsi in un musical: un viaggio tra sogni, musica e magia”, in programma per venerdì 6 novembre, alle 21, al Teatro Excelsior.
Il ricavato andrà alla raccolta fondi “Un letto per Casa Prina” promossa a favore della Fondazione Giuseppina Prina, di cui è presidente Alberto Croci.
E’ stato proprio lui – che è anche presidente di Lariosoccorso – ad aprire l’incontro e a ringraziare le associazioni e ricordare gli impegni dell’ente: tenere ferme le rette, che oggi sono in media di circa 70 euro al giorno, e continuare comunque a investire nella struttura.
Tra gli interventi in corso ci sono la sostituzione dei letti, la sistemazione del Nucleo Alzheimer e l’acquisto di tre unità per l’igiene idromolecolare, che permette di lavare gli ospiti allettati nel proprio letto, senza spostarli.
Ci sarà la Giornata della solidarietà esemplare
Il presidente ha poi annunciato per il 29 ottobre la “Giornata della solidarietà esemplare”. Il nome viene da un opuscolo della fine degli anni Settanta che racconta come la struttura sia nata e cresciuta grazie alle donazioni degli erbesi. Dopo il lascito di Giuseppina Prina, dal Comune ai benefattori privati fino ai fondi Unrra della ricostruzione postbellica, molti hanno contribuito a costruire Casa Prina. La rsa è a Erba dal 1931 ed è accreditata per 202 posti letto, 23 dei quali nel Nucleo Alzheimer. I nuovi letti a movimentazione automatica rendono più sicura e dignitosa la vita degli ospiti non autosufficienti e facilitano il lavoro di chi li assiste.
“Le coreografie sono realizzate per raccontare ciò che i ragazzi sanno fare bene”
Eugenia Pontiggia, responsabile dell’Asd Noivoiloro, ha raccontato la storia dello spettacolo: è nato circa un anno fa come saggio, ma il pubblico ha chiesto di rivederlo, così è stato riproposto a giugno e da allora il lavoro è continuato.
Il 6 novembre saliranno sul palco diciassette ragazzi con disabilià dell’Asd, insieme a volontari e collaboratori, una decina di cantanti, un cast di ballerini professionisti e due musiciste. Alla conferenza erano presenti quattro ballerini in rappresentanza del corpo di ballo: Valentina De Cono, Alessandra Lillia, Sofia Prudente e Giorgio Biffi. Il filo conduttore sono le canzoni Disney più amate, da La Bella e la Bestia a Frozen e Mary Poppins come spiega Pontiggia:
“Sono state scelte perché parlano di diversità, del coraggio di essere sé stessi e della possibilità per ciascuno di trovare il proprio posto. Quando creiamo le coreografie non partiamo da ciò che i ragazzi non riescono ancora a fare, ma da ciò che sanno fare bene. I nostri ragazzi non sono comparse né ospiti speciali: sono il centro dello spettacolo, come tutti gli altri. Vorremmo che il pubblico uscisse dall’Excelsior pensando a quanto sono stati bravi”.
Anche il ricavato di Lariofest è andato a Casa Prina
Sabrina Vanini, responsabile di Lariosoccorso, ha spiegato che il progetto è nato in modo spontaneo, dalla domanda su cosa si potesse fare in concreto per sostenere la raccolta. In quei mesi il musical di Noivoiloro era appena andato in scena, e da lì è venuta l’idea di offrirlo alla città come serata benefica. Vanini ha ricordato che anche il ricavato del Lariofest di quest’anno sarà devoluto alla stessa raccolta.
“Insieme si può fare tanto”
Alessandra Lancini, presidente di Avis Erba, ha parlato della serata come di un dono alla città, sottolineando anche il valore della collaborazione tra realtà che fino a poco tempo fa non si conoscevano:
“Tutte le associazioni fanno fatica a trovare energie e volontari, ma insieme si riesce”.
“Non ha senso viaggiare da soli”
Milena Menna, vicepresidente di Eroi per Gioco, ha ricordato che la sua è un’associazione giovane, ma che ha creduto nel progetto fin dall’inizio:
“Associazione vuol dire un gruppo di persone, e noi siamo tanti gruppi di persone. Unirsi è la chiave: se ognuno viaggia da solo, non ha senso”.
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