Per capire davvero il lago sono usciti dalle aule e hanno seguito il percorso dell’acqua attraverso la città. È l’esperienza vissuta dagli studenti del Liceo Paolo Giovio e dell’ICS Como Lago che hanno trasformato il torrente Cosia e le sponde del Lario in un laboratorio a cielo aperto, raccogliendo campioni d’acqua, osservando la fauna, studiando la biodiversità e le condizioni delle rive e partecipando alla raccolta rifiuti.
L’iniziativa di Comune, A2A, Aprica e Acinque
L’iniziativa è stata realizzata dal Comune di Como insieme al Gruppo A2A, con Aprica e Acinque Ambiente, con il coinvolgimento delle due scuole cittadine aderenti al progetto Green School di Como e il supporto scientifico di Fondazione Marevivo.
Un’esperienza iniziata il 28 settembre e conclusa oggi con un momento di restituzione alle scuole, durante il quale sono stati gli stessi ragazzi a raccontare alle istituzioni ciò che hanno osservato e imparato. All’incontro ha partecipato la vicensindaco e assessore alle Politiche educative e sociali di Como Nicoletta Roperto, insieme ai rappresentanti di Aprica, Acinque Ambiente e ai dirigenti scolastici.
Campionamenti, biodiversità e raccolta rifiuti
Il progetto è partito dal Cosia, uno dei corsi d’acqua che attraversano Como. Durante il primo appuntamento al Liceo Paolo Giovio, che ha coinvolto circa 100 studenti, i ragazzi hanno approfondito il funzionamento degli ecosistemi acquatici, la biodiversità del Lario e il rapporto tra il torrente, l’ambiente urbano e il bacino lacustre. Il giorno successivo le attività si sono spostate sul campo, i 40 studenti coinvolti nella fase operativa hanno osservato e analizzato diversi indicatori ambientali, effettuando campionamenti dell’acqua e rilevazioni sulla biodiversità, sullo stato delle sponde e sulla presenza di rifiuti.
Seguendo idealmente il percorso dell’acqua, i ragazzi hanno potuto osservare come torrente, città e lago facciano parte di un unico ecosistema e come ciò che avviene lungo i corsi d’acqua e negli spazi urbani possa avere effetti diretti sull’ambiente lacustre. Anche l’attività di clean-up delle sponde è diventata così uno strumento di conoscenza: oltre a contribuire concretamente alla cura del territorio, ha permesso agli studenti di rilevare la tipologia e la quantità dei materiali dispersi nell’ambiente e di riflettere sull’impatto dei comportamenti quotidiani. L’attività di pulizia delle rive ha permesso di raccogliere 6,5 kg di rifiuti, tra cui mozziconi di sigaretta, tappi di bottiglia, sacchetti e contenitori monouso per alimenti. Oltre il 60% degli oggetti raccolti era costituito da plastica.
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Le voci di Comune, Aprica e Acinque Ambiente
“Iniziative come questa dimostrano quanto sia fondamentale educare le giovani generazioni al rispetto e alla tutela del nostro territorio attraverso l’esperienza diretta – ha dichiarato Nicoletta Roperto, vicensindaco e assessore alle Politiche educative e sociali del Comune di Como –. Vedere studenti e ragazzi vivere la nostra città come un laboratorio a cielo aperto, analizzando la biodiversità e prendendosi cura dell’ambiente con azioni concrete, è un segnale di profonda responsabilità civica e ambientale. Il percorso realizzato dagli studenti evidenzia un principio chiaro: i corsi d’acqua, la città e il lago costituiscono un unico, delicato ecosistema. Ciò che facciamo ogni giorno nei nostri spazi urbani si riflette direttamente sulla salute dei nostri bacini idrici. Ringrazio vivamente il personale docente, i dirigenti scolastici, gli organizzatori e tutti i ragazzi che hanno partecipato con tanto entusiasmo, dimostrando che la cura dell’ambiente parte dalla conoscenza e dalla consapevolezza di ciascuno di noi”.
“La tutela dell’ambiente parte anche dalla capacità di conoscerlo e comprenderne gli equilibri. Come Aprica ci occupiamo ogni giorno della cura delle città e dei territori, ma perché questa cura sia davvero efficace è fondamentale il contributo di tutti – ha aggiunto Filippo Agazzi, Amministratore delegato di Aprica –. Coinvolgere i più giovani in esperienze concrete come questa significa aiutarli a osservare con maggiore consapevolezza l’ambiente in cui vivono e l’impatto che i comportamenti quotidiani possono avere su di esso. Siamo quindi particolarmente soddisfatti di aver costruito, insieme ai nostri partner, un percorso che unisce educazione ambientale, conoscenza del territorio e partecipazione attiva”.
“Gli studenti hanno sperimentato sul campo il valore della sostenibilità – ha sottolineato l’amministratore delegato di Acinque Ambiente, Mauro Corradi –. Con prove pratiche e campionamenti hanno toccato con mano gli effetti dell’inquinamento e la necessità di un uso consapevole delle risorse naturali. È un’iniziativa, quella promossa da Marevivo con A2A, Aprica e Acinque, che intende rinnovare la nostra attenzione alla sostenibilità nei comportamenti quotidiani. I giovani non sono solo i soggetti protagonisti di queste campagne di sensibilizzazione ma l’interlocutore naturale per diffondere la conoscenza e la cura degli ecosistemi in cui viviamo”.
Marevivo e A2A per la tutela degli ecosistemi
Ad accompagnare studenti e docenti nelle attività è stata Fondazione Marevivo, impegnata dal 1985 nella tutela del mare e delle acque, che ha guidato i ragazzi nelle attività di osservazione dell’ecosistema, campionamento ed educazione ambientale.
L’iniziativa si inserisce nell’impegno di A2A per la tutela della biodiversità e degli ecosistemi, con particolare attenzione ai territori in cui opera. Un percorso che punta a tradurre questo impegno in iniziative concrete per la tutela dei territori, acque, suoli, specie e habitat, coinvolgendo le comunità e istituzioni locali, e promuovendo una maggiore consapevolezza del valore del patrimonio naturale.