Il 17 e 18 ottobre due giornate di memoria e riconoscenza per ritrovare le persone e le comunità che contribuirono alla ricostruzione dopo il terremoto del 1976. Ci sono legami che il tempo non cancella. Nascono nei momenti più difficili, quando qualcuno arriva da lontano, tende una mano e aiuta a ricominciare.
È il legame che unisce da cinquant’anni Resia alle comunità di Como e Cantù, protagoniste di una straordinaria pagina di solidarietà dopo il terremoto del Friuli del 1976. Sabato 17 e domenica 18 ottobre, nell’anno del cinquantesimo anniversario del sisma, la Val Resia accoglierà nuovamente gli amici lombardi per due giornate dedicate soprattutto all’incontro tra le persone, alla memoria e alla gratitudine.
Il Villaggio Lario, simbolo della solidarietà
Il simbolo di quell’amicizia è il Villaggio Lario di Oseacco, realizzato in soli sei mesi grazie all’impegno degli imprenditori e delle comunità di Como e Cantù: trenta abitazioni antisismiche, consegnate arredate entro il Natale del 1976, che restituirono una casa e la possibilità di ricominciare a tante famiglie. Un’iniziativa avviata con la sottoscrizione promossa da Gianni De Simoni, allora direttore de La Provincia, e sostenuta dall’architetto Alberto Sala della Pro Cantù e dal Comune di Cantù.
«Cinquant’anni fa gli amici di Como e Cantù non ci donarono soltanto delle case, ma ci aiutarono a ritrovare la speranza e la fiducia nel futuro», sottolinea il sindaco di Resia, Anna Micelli. «Oggi desideriamo soprattutto ritrovare quelle persone, le loro famiglie e le comunità che ci furono vicine. Guardarci negli occhi, abbracciarci e dire ancora una volta grazie. Perché la solidarietà ricevuta non si dimentica e perché vogliamo che anche le nuove generazioni conoscano questa straordinaria storia di amicizia».
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Il programma delle due giornate
L’iniziativa, promossa dal Comune di Resia insieme al Comitato Pro Oseacco A.P.S. e alle realtà locali, prenderà avvio sabato 17 ottobre con l’accoglienza degli ospiti e un pranzo comunitario. Alle ore 15, a Oseacco, sarà visitabile la mostra fotografica “Cantù–Resia, Operazione Amicizia 1976–2026”, mentre alle ore 17, al Centro Culturale Resiano, si terrà la rappresentazione teatrale “Anà-Thema – Il Canto dell’Orcolat” organizzato dalla pro loco pro val Resia.
Alle ore 20.45 sarà presentato in prima assoluta il docufilm “OSEACCO 1976 – La Ricostruzione”, realizzato dal Comitato Pro Oseacco, che attraverso immagini e testimonianze ripercorre la tragedia del terremoto, la nascita del Villaggio Lario e la scelta della popolazione di rimanere nella propria terra.
Domenica 18 ottobre, alle ore 9, sarà celebrata la Santa Messa di ringraziamento nella chiesa di Oseacco. Alle ore 10.30 seguirà la visita al Villaggio Lario, con un momento di incontro tra gli ospiti e la popolazione, e alle ore 13 il pranzo comunitario di saluto. Un particolare ringraziamento sarà rivolto anche ai gruppi scout che prestarono il loro aiuto alla comunità dopo il terremoto.
“Cinquant’anni dopo, il Villaggio Lario continua a ricordarci che ricostruire non significa soltanto restituire un’abitazione a chi l’ha perduta, ma difendere la dignità delle persone, preservare l’identità di una comunità e consentirle di continuare a vivere nella propria terra. Quell’esperienza ci consegna anche un insegnamento sul rapporto tra istituzioni e società civile: le grandi risposte ai bisogni di una comunità nascono spesso dalla capacità dei cittadini di mobilitarsi, e le istituzioni hanno il compito di riconoscere, sostenere e valorizzare questa straordinaria forza collettiva. Il legame che ancora oggi unisce Cantù e Resia è un esempio attuale di responsabilità, coesione e impegno civile”, dichiara il Vicesindaco di Cantù, Valeriano Maspero.
Un’eredità da tramandare
“La ricostruzione del Villaggio Lario rappresenta una delle espressioni più significative dell’identità canturina: la capacità di mettere il “saper fare” al servizio degli altri. Nel 1976, imprenditori, artigiani, lavoratori, associazioni e realtà economiche del territorio unirono competenze e risorse, contribuendo alla realizzazione di trenta abitazioni in pochi mesi. Un’esperienza che ancora oggi è motivo di orgoglio per la nostra città e che abbiamo il dovere di tramandare alle nuove generazioni, ricordando che il valore delle competenze si esprime pienamente quando vengono messe al servizio della comunità”, sottolinea l’assessore alla Cultura del Comune di Cantù, Isabella Girgi.
“Il Friuli si è rialzato grazie alla determinazione della sua gente, ma anche grazie a persone che, pur vivendo lontano, sentirono il nostro dolore come proprio», conclude il sindaco Micelli. «Queste giornate vogliono essere un abbraccio collettivo, un modo per ricordare che nessuna comunità si ricostruisce da sola. E che il bene ricevuto, anche dopo cinquant’anni, continua a generare amicizia”.
Un abbraccio collettivo a Resia
Il 17 e 18 ottobre Resia non celebrerà soltanto una pagina della propria storia: riabbraccerà chi ha contribuito a scriverla.