«Ci opporremo con tutte le nostre forze alla seconda archiviazione del caso: siamo pronte a mobilitarci come mamme per chiedere di essere ascoltate e pretendere giustizia». E’ in programma per il prossimo 27 ottobre presso il Tribunale di Como l’udienza che riguarda un procedimento penale legato ai presunti maltrattamenti aggravati ai danni di bambini e ragazzi con disabilità a Villa Santa Maria, istituto di Tavernerio.
“Attendiamo l’esito, ma vogliamo giustizia”
Sotto il coordinamento del procuratore capo Massimo Astori, l’inchiesta coinvolge diversi ex operatori della struttura per episodi contestati tra il 2018 e il 2021. L’attenzione mediatica sul caso è rimasta alta anche di recente, a seguito di nuovi esposti delle famiglie – sarebbero tre le nuove denunce presentate in queste settimane in merito a nuovi episodi di maltrattamento ai danni di pazienti del centro, che sarebbero avvenuti nei mesi scorsi – e di misure restrittive scattate a tutela dei minori ospitati. Nei giorni scorsi, infatti, il giudice ha disposto il trasferimento di due minori in altre strutture del territorio: dovrà essere ultimato entro il 28 ottobre.
E’ opportuno sottolineare che sono due i procedimenti in corso. Il primo ha portato al rinvio a giudizio di tredici operatori sanitari dei quattordici indagati, con richiesta formalizzata dal pubblico ministero Massimo Astori.
Il prossimo 27 ottobre, invece, l’udienza in programma in Tribunale a Como riguarderà la valutazione in merito a una nuova archiviazione del caso denunciato da una delle famiglie: il bambino, allora 12enne, sarebbe stato picchiato e vessato, tanto da tornare a casa con un braccio rotto. La famiglia, del Varesotto, è assistita dal legale Piero Porciani del Foro di Milano. E l’intenzione è di andare avanti fin quando non otterrà giustizia.
«Siamo in attesa di sapere cosa il Ministero della giustizia ci dirà sulle indagini. Siamo delusi dal comportamento della Procura e, in attesa dell’udienza, abbiamo fatto un reclamo contro l’archiviazione – spiega l’avvocato Porciani – E’ stata inviata anche un’ispezione della quale siamo in attesa degli esiti. La famiglia vuole sapere perché il loro figlio si presentava a casa con segni sul corpo. Vuole giustizia, vuole farsi sentire ed è pronta a dare battaglia per non far cadere nel vuoto questa terribile vicenda».
In merito, nel settembre 2025, la consigliera regionale di Fdi Chiara Valcepina aveva presentato un’interrogazione all’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso, che aveva fatto sapere di avere effettuato alcuni sopralluoghi.
«E’ una situazione davvero insostenibile: hanno rovinato la vita a noi e a nostro figlio, che ora non parla più ed è terrorizzato da tutti – spiega la mamma del bambino, 12 enne all’epoca dei fatti – Non possiamo accettare che questa situazione cada nel vuoto, che non si faccia nulla e che tutto rimanga così. Con la mia ci sono almeno altre dieci storie di maltrattamenti, cose assolutamente terrificanti, con bambini persino di 3, 4 anni, vessati in tutti i modi. Con altre mamme stiamo recuperando tutta la documentazione e on intendiamo fermarci qui, vogliamo far sentire la nostra voce. Per questo stiamo organizzando una mobilitazione perché è giusto parlare, nonostante la paura e nonostante le difficoltà di parlare di queste situazioni terribili. Chiederemo che la Magistratura faccia il suo dovere e chiederemo che si mettano una mano sul cuore e vadano fino in fondo a questa vicenda per scoprire la verità. Non posso accettare che mio figlio non parli più, che sia traumatizzato, e come lui altri bambini che si siano ritrovati con lividi, ematomi e ferite. Nei giorni scorsi sono anche emersi nuovi casi: questo deve finire e chiederemo giustizia».
Il Centro ha confermato la propria collaborazione nello svolgimento delle indagini.
«Villa Santa Maria conferma la propria fiducia nell’operato della magistratura, delle istituzioni e degli enti di controllo, nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli e prerogative. La qualità delle cure, la sicurezza e la tutela degli ospiti rappresentano i principi fondanti della nostra attività. Sono valori che guidano quotidianamente il lavoro dei professionisti del Centro e si traducono in un modello organizzativo fondato su protocolli di controllo, monitoraggio e verifica a garanzia della qualità e della sicurezza dell’assistenza. Le ispezioni periodiche e i controlli condotti sulla struttura, anche in tempi recenti, hanno sempre avuto esito positivo, come illustrato dallo stesso assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. Villa Santa Maria prosegue pertanto la propria attività con la consueta serenità e responsabilità, confermando la piena collaborazione con le istituzioni e gli organismi di vigilanza».