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La lettera

L'appello della Consulta Diocesana in vista delle elezioni: "È l'occasione per un risveglio"

"Si tratta quindi di una riflessione nata dal pensare e dall’agire di laici che anche oggi e nonostante tutto dicono che la politica è una forma alta ed esigente di carità"

L'appello della Consulta Diocesana in vista delle elezioni: "È l'occasione per un risveglio"
Altro 21 Settembre 2022 ore 10:19

Si avvicinano le elezioni politiche del 25 settembre e la Consulta Diocesana delle aggregazioni laicali ha deciso di scrivere una lettera in cui affermano come questo momento storico sia una vera e propria occasione per restituire a tutti, e in particolare ai giovani, "il senso, il gusto e la passione per la costruzione e la cura del bene comune". Di seguito la lettera della Cdal.

L'appello della Consulta Diocesana in vista delle elezioni: "È l'occasione per un risveglio"

"Questo appello al voto del 25 settembre nasce dal cammino che le aggregazioni laicali hanno vissuto insieme alla luce del magistero sociale della Chiesa, nella condivisione di pensieri e impegni sul territorio, con lo sguardo aperto anche al Paese, all’Europa, al Mondo. Con questa responsabilità hanno condiviso l’esperienza del Sinodo diocesano offrendo un contributo di sensibilità e competenze laicali.

Si tratta quindi di una riflessione nata dal pensare e dall’agire di laici che anche oggi e nonostante tutto dicono che la politica è una forma alta ed esigente di carità e che il cristiano è chiamato a testimoniare e comunicare il Vangelo nella costruzione del bene comune, a essere un costruttore di speranza sociale.

Riflettendo sul momento elettorale e guardando al di là di una data la Cdal ritiene irrinunciabile un impegno educativo, culturale e formativo per rigenerare il rapporto dei cittadini con la politica e con le istituzioni, restituendo a tutti e, in particolare, alle giovani generazioni il senso, il gusto e la passione per la costruzione e la cura del bene comune. Serve un colpo d’ala e il 25 settembre può davvero essere l’occasione per un risveglio collettivo di quelle forze sane del Paese e della stessa comunità cristiana che vivono con passione e competenza l’impegno civile e sociale ma che rischiano di rimanere soffocate o abbandonate da una politica che non le riconosce e che, spesso, le strumentalizza. È allora importante proprio per l’insostituibile loro servizio agli altri che queste forze sane reagiscano positivamente alla crisi, escano allo scoperto, prendano la parola, maturino capacità critica e propositiva, ascoltino i giovani e condividano con loro una visione di società fondata sulla dignità di ogni persona, sulla dignità del lavoro, sulla giustizia, sulla pace, sul rispetto della casa comune. Queste stesse forze sono chiamate anche a indicare uno stile diverso al confronto politico, uno stile non aggressivo e teso a valorizzare le competenze, le esperienze, le diversità.

L’astensionismo non è la strada per raggiungere questi obiettivi, è una strada a fondo cieco. Oggi c’è bisogno di una rifondazione etica della politica. Come più volte ha affermato papa Francesco urge una politica autenticamente popolare, e quindi non populista, una politica tesa a declinare l’ascolto delle istanze - esplicite e non esplicite - delle persone più fragili e capace di mediazione fra pensieri e interessi diversi. Una politica che non vive di piccolo cabotaggio ma propone la visione di una società giusta e solidale, libera da egoismi, nazionalismi, sovranismi.

La Cdal si riconosce nelle parole del cardinale Pietro Parolin, secondo il quale "la politica vanta una sua autonomia che va onorata e dunque i cattolici, come singoli e come gruppi, possono e devono liberamente e laicamente aggregarsi su base politica (non confessionale) senza tuttavia rinunciare alla loro originale istanza profetica che può generare legittimamente orientamento politico e militanze diverse, non tutte compatibili con una pregnante ispirazione cristiana".

Anche dall’appello del Comitato delle Settimane sociali la Cdal coglie il motivo per offrire il suo contributo per "una politica alimentata da un costante ascolto delle istanze emergenti dalla vita delle comunità, dei corpi intermedi e della società civile in un clima di dialogo e rispetto reciproco tra i diversi schieramenti che nulla toglie a una sana e vivace dialettica politica animata dal desiderio di ricercare le soluzioni più idonee per il Paese…".

Il voto del 25 settembre non potrà ricevere risposte immediate e neppure dissolvere dubbi e perplessità ma richiama il dovere di aprire un percorso culturale e formativo per ricostruire la
politica.

La Cdal invita al voto perché questa occasione può davvero segnare l’inizio di un cambiamento politico che sarà possibile nella misura in cui ogni persona e ogni comunità, saranno disposte a cambiare sé stesse e i propri stili di vita per tradurre in scelte concrete e feconde l’invito di papa Francesco a essere "fratelli tutti" e ad amare "la casa comune".

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