Solo il 9% della popolazione di Lurate Caccivio alle messe festive: ipotesi riduzione delle celebrazioni.
Sguardo al futuro
La Comunità pastorale non resta alla finestra ma guarda al futuro. E ne è riprova l’indagine statistica approvata dal Consiglio pastorale e condotta da una ventina di volontari dal gilet azzurro che, dall’11 ottobre, sta ponendo alcune domande chiave ai fedeli. “Si andrà avanti fino al 15 novembre – spiega il parroco don Flavio Riva – Dopo due domeniche abbiamo già avuto alcune evidenze”. Come si diceva, solo il 9% dei cittadini partecipa alla messa, più del 75% dell’assemblea è over 50, i giovani dagli 0 ai 30 anni preferiscono le messe delle 10.30 e delle 11, mentre il 20% si muove dalle altre parrocchie della Comunità pastorale e da fuori paese. Non manca nemmeno una curiosità: il 10% dei partecipanti arriva in ritardo alla celebrazione.
Riorganizzazione delle messe
“Partiamo da un presupposto: abbiamo ereditato un’organizzazione oraria delle messe dalle tre parrocchie, quando ancora erano separate: dopo 9 anni è forse venuto il momento di cambiare, anche perché ci sono delle sovrapposizioni”. Due le messe serali ogni sabato (Caccivio e Lurate). La domenica, invece, due celebrazioni a Lurate (8.30 e 10.30); tre a Caccivio (9.30, 11 e 18); una a Castello (9.30). “Abbiamo una media di 300 persone a Lurate e 400 a Castello che, in termini assoluti, non sono numeri bassi – prosegue don Flavio – Certo, poi bisogna confrontarli con la popolazione totale. Ecco, la decisione di condurre un’indagine mirata a dare elementi concreti per prendere decisioni future. Di sicuro non andremo ad aumentare il numero delle messe…”. In tal senso, rientra la scelta partorita all’inizio dell’anno: cancellare quelle serali nei giorni feriali.
Un cambiamento già in atto
“Si è concretizzata a partire da settembre: avevamo una media di 15 fedeli presenti. Poi, la scomparsa di don Franco Agnelli ci ha messo nelle condizioni di rendere concreta la decisione anche per la mancanza di preti”. La presenza dei gilet azzurri, infine, ha anche un’altra funzione. “I volontari accolgono le persone che si recano in chiesa, distribuiscono i volantini e, in queste settimane, svolgono l’indagine conoscitiva. Vorremmo però che queste figure potessero rimanere anche in futuro”.