educazione ambientale

Studenti comaschi alla scoperta dell’ecosistema del Lario

Dal campionamento delle acqua nel torrente alla pulizia delle sponde del Lario, i ragazzi del Liceo Giovio e dell’ICS Como Lago hanno raccolto 6,5 chilogrammi di rifiuti, in oltre il 60% dei casi plastica

Studenti comaschi alla scoperta dell’ecosistema del Lario
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Provette, strumenti di rilevazione e guanti da lavoro al posto di quaderni e banchi: per qualche settimana gli studenti del Liceo Paolo Giovio e dell’ICS Como Lago hanno seguito il percorso dell’acqua attraverso Como, dal torrente Cosia fino alle rive del Lario. Il progetto, che coinvolge le due scuole cittadine aderenti a Green School di Como, è stato realizzato dal Comune insieme al Gruppo A2A, con Aprica e Acinque Ambiente, e con il supporto scientifico di Fondazione Marevivo. Partito il 28 settembre, si è chiuso il 13 ottobre con un incontro di restituzione, durante il quale sono stati gli stessi studenti a raccontare alle istituzioni ciò che avevano osservato e imparato. Presenti la vicesindaco e assessore alle Politiche educative e sociali Nicoletta Roperto, i rappresentanti di Aprica e Acinque Ambiente e i dirigenti scolastici.

Dalle lezioni al torrente

La prima tappa si è svolta al Liceo Giovio, dove un centinaio di studenti ha affrontato il funzionamento degli ecosistemi acquatici, la biodiversità del Lario e le relazioni tra il Cosia, il contesto urbano e il bacino lacustre. Il giorno seguente le attività si sono spostate all’aperto: i 40 ragazzi coinvolti nella fase operativa hanno prelevato campioni d’acqua e rilevato diversi indicatori ambientali, tra cui la biodiversità, le condizioni delle sponde e la presenza di rifiuti. Seguire idealmente il cammino dell’acqua ha permesso loro di vedere come torrente, città e lago appartengano a un unico sistema, in cui ciò che accade lungo i corsi d’acqua e negli spazi urbani si ripercuote direttamente sull’ambiente lacustre.

La plastica sulle rive del torrente

Anche la raccolta dei rifiuti sulle sponde è stata pensata come strumento di studio, oltre che come intervento di cura del territorio: gli studenti hanno infatti classificato la tipologia e la quantità dei materiali dispersi, riflettendo sull’effetto dei comportamenti quotidiani. Il bilancio è di 6,5 chilogrammi di rifiuti, tra cui mozziconi di sigaretta, tappi di bottiglia, sacchetti e contenitori monouso per alimenti. Più del 60% degli oggetti recuperati era di plastica. Sul valore dell’esperienza si è espressa la vicesindaco: “Iniziative come questa dimostrano quanto sia fondamentale educare le giovani generazioni al rispetto e alla tutela del nostro territorio attraverso l’esperienza diretta” ha dichiarato Nicoletta Roperto.

“Vedere studenti e ragazzi vivere la nostra città come un laboratorio a cielo aperto, analizzando la biodiversità e prendendosi cura dell’ambiente con azioni concrete, è un segnale di profonda responsabilità civica e ambientale. Il percorso realizzato dagli studenti evidenzia un principio chiaro: i corsi d’acqua, la città e il lago costituiscono un unico, delicato ecosistema. Ciò che facciamo ogni giorno nei nostri spazi urbani si riflette direttamente sulla salute dei nostri bacini idrici. Ringrazio vivamente il personale docente, i dirigenti scolastici, gli organizzatori e tutti i ragazzi che hanno partecipato con tanto entusiasmo, dimostrando che la cura dell’ambiente parte dalla conoscenza e dalla consapevolezza di ciascuno di noi”.

Il ruolo dei partner del progetto

A guidare studenti e docenti nelle osservazioni, nei campionamenti e nelle attività di educazione ambientale è stata Fondazione Marevivo, impegnata dal 1985 nella tutela del mare e delle acque. Per Aprica è intervenuto sul coinvolgimento dei più giovani l’amministratore delegato:

“La tutela dell’ambiente parte anche dalla capacità di conoscerlo e comprenderne gli equilibri. Come Aprica ci occupiamo ogni giorno della cura delle città e dei territori, ma perché questa cura sia davvero efficace è fondamentale il contributo di tutti – ha aggiunto Filippo Agazzi, Amministratore delegato di Aprica –. Coinvolgere i più giovani in esperienze concrete come questa significa aiutarli a osservare con maggiore consapevolezza l’ambiente in cui vivono e l’impatto che i comportamenti quotidiani possono avere su di esso. Siamo quindi particolarmente soddisfatti di aver costruito, insieme ai nostri partner, un percorso che unisce educazione ambientale, conoscenza del territorio e partecipazione attiva”.

Sulla stessa linea Mauro Corradi, amministratore delegato di Acinque Ambiente:

“Gli studenti hanno sperimentato sul campo il valore della sostenibilità. Con prove pratiche e campionamenti hanno toccato con mano gli effetti dell’inquinamento e la necessità di un uso consapevole delle risorse naturali. È un’iniziativa, quella promossa da Marevivo con A2A, Aprica e Acinque, che intende rinnovare la nostra attenzione alla sostenibilità nei comportamenti quotidiani. I giovani non sono solo i soggetti protagonisti di queste campagne di sensibilizzazione ma l’interlocutore naturale per diffondere la conoscenza e la cura degli ecosistemi in cui viviamo”.

L’iniziativa si inserisce nell’impegno di A2A per la tutela della biodiversità e degli ecosistemi nei territori in cui opera.