Dal buio alla luce. Quando l’entusiasmo per la vita sembra spegnersi, la nascita di un interesse, che diventa passione, può dare nuovi colori e stimoli al proprio cammino. Simone Bettani, trentaduenne originario di Novedrate, dal 2023 vive a Dubai e, dopo aver superato tante difficoltà, anche di salute, ora sta gustando il sapore del successo, tanto da essere entrato nel Guinness World Records, con il team di Damac, per aver fatto una vendita di 2,78 miliardi di dollari in 24 ore.
Lo stop a scuola
Rivela Simone:
«La mia adolescenza è stata segnata da un grave problema di salute che ho avuto a 14 anni e ha coinvolto temporaneamente anche la vista. Io sinceramente non ho mai apprezzato la scuola, ma in quel momento fui proprio costretto a fermarmi. Quello stop è stato difficile da accettare, ma mi ha fatto riflettere e ho capito cosa volessi davvero dalla vita. Io volevo andare avanti a tutti i costi. Quindi, dato che dovevo leggere per esercitare la vista, ho iniziato a studiare tanti testi sul business e sul mindset. In questo modo ho trovato ulteriore forza per superare gli ostacoli che la vita mi aveva messo davanti. Le passioni possono veramente migliorare il benessere interiore di una persona. Nel provare a costruirmi un futuro, quando tutto sembrava incerto, ho gettato le basi per la mia rinascita. Poi, con il tempo, ho approfondito anche la digitalizzazione, studiando per esempio blockchain e bitcoin. Così ho avuto la possibilità di collegare il mio interesse per il settore immobiliare alle criptovalute».
La svolta
Nel 2023, dopo anni di studio, per Simone arriva una nuova svolta:
«Io e Roxana Boblea, la mia compagna, decidiamo di trasferirci a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, per provare a realizzare i nostri sogni. Qui ci sono tante opportunità; in Italia, invece, è difficile andare avanti anche a causa dell’eccessiva imposizione fiscale. A Dubai, se si hanno progetti concreti, si trovano aiuti per trasformarli in realtà». Simone racconta i suoi primi passi a Dubai: «Inizialmente non parlavo bene l’inglese, ma comunque sono riuscito a fare il broker, poi progressivamente ho migliorato la lingua e ho fatto le mie prime vendite. Mi sono creato il mio network. Il mio punto di forza è instaurare rapporti umani con le altre persone».
Il nuovo lavoro
A fine 2024 per Simone arriva la grande opportunità di lavorare per Damac, il più prestigioso costruttore, a livello privato, di Dubai:
«Cercavano una figura italiana da inserire nella loro realtà e, dato che avevano apprezzato i risultati che avevo raccolto fino a quel momento, mi hanno fatto entrare nel loro team. Attualmente ricopro il ruolo di relationship manager. In particolare io mi relaziono con l’Italia, la Svizzera e Montecarlo. Le vendite riguardano appartamenti, ma ovviamente anche parecchie ville di lusso».
Il Guiness World Records
Una gioia indimenticabile è stata il Guinness World Records:
«Se ripenso al mio punto di partenza, mi sembra di vivere in un sogno. Con il team di Damac siamo entrati nel Guinness per aver fatto una grossa vendita di 2,78 miliardi di dollari in 24 ore. Ma questi successi non nascono per caso, anzi, per raggiungere determinati traguardi servono per forza tanti sacrifici. Sono orgoglioso di aver avuto il coraggio di andare avanti anche nei momenti peggiori».
Il futuro
Per il futuro, Simone sa già cosa vuole:
«Il mio desiderio è vivere per sempre a Dubai. Poi ovviamente nella vita non si possono avere certezze assolute, ma io e la mia compagna puntiamo a costruire qui il nostro futuro. Vogliamo continuare a crescere a livello lavorativo e magari fare una famiglia. Per me l’Europa ormai rappresenta solo una meta per qualche vacanza. Nella vita di tutti i giorni poter vivere a Dubai vuol dire avere il massimo».
I legami con l’Italia
In ogni caso, Simone non dimentica il suo luogo d’origine, soprattutto per la famiglia:
«Io sono cresciuto a Novedrate. Sicuramente penso spesso alla mia famiglia. Con il territorio, però, sinceramente non ho conservato un gran legame, anzi, mi piace più l’idea di prendere dei biglietti aerei per far venire i miei parenti a Dubai per un periodo, piuttosto che rientrare io in Italia. Quando da ragazzino ho avuto problemi di salute importanti pochissime persone del paese mi hanno dato una mano. Rientrerei per qualche giorno in Italia solo per andare a trovare mia nonna che ha quasi 90 anni e quindi ormai non riesce a venire a Dubai».
Simone trova qualche italiano anche a Dubai:
«Qui si possono incontrare diversi connazionali, dato che ci sono vari gruppi di italiani. Tendenzialmente sono tutte persone ambiziose, che stanno facendo carriera. Poi, chiaramente, qui si trovano persone un po’ di tutti gli Stati. Io frequento persone che vengono da tante zone diverse del mondo».
“Sembra di vivere in una grande famiglia”
Per quanto riguarda le maggiori differenze tra la realtà di Dubai e l’Italia, Simone afferma:
«Qui c’è molto più rispetto per gli altri, sembra di vivere in un’enorme famiglia. Non c’è il razzismo che alcune volte si vede in Italia, non si prova disprezzo per ciò che è diverso. In sostanza, c’è una mentalità molto aperta e accogliente sotto vari punti di vista, anche perché c’è una dimensione decisamente internazionale. Inoltre, si vive in sicurezza, non c’è il rischio di subire furti. Addirittura posso non chiudere a chiave la porta di casa e non accade niente. Il rispetto delle regole è fondamentale, l’educazione è la base di tutto. In Italia a me sembra che il non rispettare le regole venga visto quasi come una prova di forza, chi va oltre le regole si sente il numero uno, invece è il contrario».
La cucina a Dubai
Molti italiani all’estero spesso si lamentano del cibo, ma per Simone non esiste questo problema a Dubai:
«Ormai si trova una cucina molto internazionale, c’è tutto. I prodotti italiani di qualità arrivano anche qui, quindi non avverto particolari differenze. Chiaramente i prodotti d’importazione costano un po’ di più, ma per quanto riguarda il resto, anzi, a Dubai si trovano cibi a prezzi vantaggiosi. Per esempio qui la carne di maiale non si mangia e c’è tantissimo pollo che costa poco, risulta accessibile un po’ per tutte le tasche. In generale vorrei sfatare la convinzione che Dubai sia troppo costosa, non è vero. Dipende dallo stile di vita che si fa, ma come a Milano. Anche qui si può vivere con uno stipendio da circa 1500/2000 euro al mese».
Il consiglio di Simone
Ma Simone consiglierebbe un trasferimento all’estero anche a tanti altri giovani italiani? La risposta è chiara:
«Assolutamente sì, magari ecco non consiglio a tutti di andare a Dubai perché è una città impegnativa, veloce, che punta tanto sul business. Qui ogni giorno c’è una novità. Ma in generale penso che uscire dall’Italia sia fondamentale per crescere bene come persone e come professionisti. Io dico sempre che bisogna decidere, metaforicamente, se nella propria vita si vuole essere protagonisti o spettatori. Se si vuole avere un ruolo centrale bisogna mettersi in gioco e fare scelte coraggiose, proprio come trasferirsi in un altro Paese».
