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A Mariano "Il linguaggio universale della musica: le 32 sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven"

Si intende proporre l’esecuzione integrale di tutte e 32 le Sonate per pianoforte di Beethoven

A Mariano "Il linguaggio universale della musica: le 32 sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven"
Attualità Marianese, 17 Gennaio 2023 ore 09:33

Prosegue il ciclo “Il linguaggio universale della musica: le 32 sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven” del pianista Christian Leotta: il settimo appuntamento della tournée è in programma venerdì 27 gennaio alle 21 presso l’Auditorium dell’Istituto Scolastico “Jean Monnet” a Mariano Comense.

A Mariano "Il linguaggio universale della musica: le 32 sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven"

In programma la Sonata per pianoforte n° 17 in Re minore, op. 31 n° 2, “La Tempesta”; la Sonata per pianoforte n° 13 in Mi bemolle maggiore, op. 27 n° 1; la Sonata per pianoforte n° 11 in Si bemolle maggiore, op. 22 e la Sonata per pianoforte n° 5 in Do minore, op. 10 n° 1.  Il concerto è organizzato dall’Associazione Melos con il sostegno di Fondazione Cariplo e con la collaborazione e il contributo del Comune di Mariano Comense. Portare la grande musica fin quasi sulla soglia di casa, anche per coloro che non hanno la possibilità di raggiungere le sale da concerto nei capoluoghi, è l’obiettivo di questo progetto innovativo, che tocca altri 7 comuni del territorio lariano in una tournée di 10 concerti, fino al 30 marzo 2023, che intende proporre l’esecuzione integrale di tutte e 32 le Sonate per pianoforte di Beethoven.

Il programma

La Sonata in Re minore n. 17, seconda del gruppo delle tre Sonate che compongono l’importante Opera 31, è stata composta fra il 1801 e il 1802, ed è nota con il titolo di “La Tempesta”. E’ possibile che l’omonima commedia di Shakespeare abbia ispirato Beethoven, ma non vi è certezza a riguardo. Fra le Sonate di Beethoven più note in assoluto, è certamente la più romantica delle tre Sonate che compongono l’Opera 31. Christian Leotta spiega:

“Il primo tempo, dal carattere assai tragico, alterna in ognuna delle sue tre sezioni un estatico “Largo” ad un dirompente “Allegro”, caratteristica unica di questo movimento. Il secondo tempo, un magnifico “Adagio”, presenta un Beethoven cantabile e solare. L’ultimo tempo, un “Allegretto”, ci riporta nell’atmosfera tesa del primo movimento. Si tratta di una sorta di moto perpetuo in sedicesimi, che delineano una struggente melodia il cui tema ci accompagnerà fino alla conclusione di questo capolavoro”

La Sonata in Mi Bemolle maggiore n. 13, composta fra il 1800 e il 1801, è la prima delle due Sonate che formano l’Opera 27. Beethoven specifica che si tratta di una “Sonata quasi una Fantasia”. Ciò si deve ad un uso più libero della forma, che non segue i canoni classici della Sonata. L’Opera 27 n. 1 dà infatti l’idea più di una magistrale improvvisazione.

“Nessuna interruzione è prevista da Beethoven fra i quattro movimenti che compongo questa Sonata, si viene così a formare un fantastico unicum sonoro, ora gioioso e sognante come nel primo movimento (un “Andante”), ora teso e drammatico come nel tempestoso secondo tempo (un “Allegro”), riportandoci poi al Beethoven più lirico e cantabile del terzo tempo (un “Adagio con espressione”), per concludersi con quello più brillante e virtuosistico dell’ultimo movimento (di nuovo un “Allegro”)”

La Sonata in Do minore n. 5, composta fra il 1796 e il 1798, è la prima del gruppo di tre Sonate che formano l’Opera 10. Come la Sonata Op. 13 “Patetica” e la Sonata Op. 111, è scritta nella tonalità assai cara a Beethoven di Do minore, fra tutte quella “tragica” per eccellenza.

“Il primo tempo, un “Allegro molto e con brio”, è scritto seguendo i canoni classici della “forma-sonata”, presentando un primo tema assai drammatico in contrasto con il secondo, più espressivo e melodico. Il secondo movimento è un “Adagio molto”, scritto nella tonalità luminosa di La Bemolle maggiore. Si tratta di una splendida pagina che mostra uno dei primi esempi del Beethoven più lirico e cantabile. L’ultimo tempo, un “Finale” marcato “Prestissimo”, ci riporta nell’atmosfera drammatica del primo movimento, chiudendo questa Sonata con una mirabile “coda” che fonde il primo e il secondo tema dell’ultimo movimento, facendoli dissolvere in un misterioso e incantevole “decrescendo””

La Sonata in Si Bemolle maggiore n. 11 Opera 22 è stata scritta fra il 1799 e il 1800 e venne pubblicata con l’appellativo di “Grande”.

“La tonalità di Si Bemolle maggiore  accumuna questa Sonata proprio con la più ampia di tutte le 32 Sonate, la monumentale Sonata n. 29 Opera 106 “Hammerklavier””

Il primo tempo, un virtuosistico “Allegro con brio”, presenta un carattere assai brillante, in pieno contrasto con l’estasi del secondo tempo, uno splendido “Adagio con molta espressione”. Il terzo tempo è un incantevole “Minuetto”, seguito dal movimento conclusivo, un ampio “Rondò” marcato “Allegretto”, che chiude in un’atmosfera festosa e spensierata una delle Sonate più care proprio allo stesso Beethoven.

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